Rifiuti, Bassolino chiede i danni
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fonte:
- Denaro.it
Per la Procura di Napoli Antonio Bassolino è uno dei principali artefici dell’emergenza rifiuti in Campania. In qualità di commissario straordinario è sotto processo per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Eppure nonostante questo ieri mattina con un atto firmato dalla giunta presieduta dal Governatore, la Regione Campania ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo "Rompiballe", nato dall’inchiesta madre sui rifiuti, quella che vede coinvolti i vertici di Impregilo, ex funzionari del commissariato e lo stesso Bassolino. In 25 sono sotto processo con l’accusa di traffico illecito di rifiuti, falso ideologico, truffa aggravata ai danni dello stato e abuso d’ufficio. Tra gli imputati c’è anche l’ex braccio destro del sottosegretario Guido Bertolaso, Marta di Gennaro. Ieri mattina, nel corso di una delle prime udienze del processo, con un gesto a sorpresa la Regione Campania ha chiesto di costituirsi parte civile. La delibera è stata firmata dalla giunta presieduta da Antonio Bassolino, imputato nel processo madre sui rifiuti insieme con i vertici della Impregilo, gli ex funzionari del commissariato, gli amministratori delegati di Fibe e Fisia. Oltre alla Regione, hanno chiesto di costituirsi parte civile anche il Codacons, la Lega per la Caccia ed altre due associazioni. Sulle richieste, contro cui gli avvocati hanno avanzato eccezione, si dovranno pronunciare i giudici dell’undicesima sezione collegio C, presieduto da Carlo Spagna. Se la richiesta dovesse essere accolta e se il processo si dovesse concludere con qualche condanna, Bassolino – in qualità di presidente della Regione – avrà diritto di essere risarcito per i danni causati all’ente da chi non ha risolto il problema rifiuti. Eppure proprio Bassolino è considerato uno dei principali artefici di quell’emergenza per la quale sono stati spesi milioni di euro e che ha causato ingenti danni all’ambiente. Il Governatore è attualmente sotto processo insieme con altre ventotto persone. Secondo l’accusa, per l’inadeguatezza o la mancanza degli impianti, il ciclo dei rifiuti in Campania non avrebbe mai potuto funzionare così come era previsto nel contratto stipulato con la Impregilo, e sia la società appaltatrice sia chi gestiva il commissariato erano consapevoli di questa realtà, ma avrebbero compiuto, ognuno per la propria parte, pesanti irregolarità per nascondere questa situazione. Il reato contestato è truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Lo stesso procuratore Giovandomenico Lepore disse all’epoca parlando di Bassolino: "Se fosse intervenuto quando doveva farlo, l’emergenza rifiuti non sarebbe arrivata al punto in cui è arrivata". E proprio da questa inchiesta che si è sviluppato l’altro filone investigativo, che ha preso il nome di "Rompiballe". A sostenere l’accusa i due pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello. Al centro dell’inchiesta l’ex vice di Guido Bertolaso, Marta di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della protezione civile, e Michele Greco, docente universitario, consulente di più commissari per l’emergenza rifiuti, e dal 2008 dirigente della Regione Campania. Sotto processo la gestione di un anno di commissariato, dal 2006 al 2007.
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