31 Maggio 2016

Rifiuti, alta adesione allo sciopero

Rifiuti, alta adesione allo sciopero
protesta per il rinnovo del contratto. campania, via le ecoballe

ROMA Cassonetti carichi oltre misura e cittadini costretti a camminare a zig-zag tra montagne di sacchetti di immondizia: lo sciopero dei lavoratori della raccolta rifiuti ha creato molti disagi, soprattutto nelle grandi città, anche se non in tutte. Le organizzazioni sindacali, che ieri hanno manifestato davanti a prefetture e comuni, parlano di protesta ben riuscita, addirittura con un’ adesione del 90%. Il presidente dell’ Anci, l’ Associazione dei Comuni, Piero Fassino, ha chiesto «un’ immediata ripresa del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro dell’ Igiene ambientale». A Roma l’ adesione allo sciopero, ha informato la Cgil, ha superato l’ 80% al primo turno di lavoro. La manifestazione regionale davanti alla sede di Utilitalia (la federazione delle imprese dei servizi energetici idirici e ambientali) è stata poi tanto partecipata «che non siamo riusciti a contenere i manifestanti che hanno invaso la strada». Gli effetti della protesta sono stati diversi da regione a regione. A Torino nel corso delle proteste sono stati gettati in terra bidoni della spazzatura durante una manifestazione davanti al Municipio, anche se non si sono registrati disordini. Scenario diverso in Umbria, dove l’ adesione è stata alta ma non ci sono stati problemi particolari nei centri cittadini, a cominciare da Perugia e Terni. Situazione simile in Emilia-Romagna e a Bologna, dove l’ astensione dal lavoro degli addetti è stata pressoché totale in Hera (solo per gli operatori in strada) e del 90% in Ciclat. Allo stesso modo di Ancona (70%) e Cagliari (90%). A Napoli il sindaco Gianni de Magistris ha rivolto un appello ai lavoratori di Asìa per ridurre al minimo le difficoltà per la popolazione. La situazione igienica delle città preoccupa il Codacons, il quale, facendo riferimento soprattutto alla situazione di Roma, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di aprire una indagine in relazione a possibili reati sul fronte sanitario e ambientale e per il rischio di diffusione di epidemia. «Temiamo che nelle prossime ore la situazione posa peggiorare e degenerare», ha chiarito il presidente Carlo Rienzi. Il presidente dell’ Anci Piero Fassino ha sollecitato una «immediata ripresa del negoziato per il rinnovo del contratto nazionale Igiene Ambientale». Intanto in Campania, nel sito di Taverna del Re, una vera e propria cittadella della spazzatura che sorge su una superficie di circa 4,5 Km quadrati, al confine tra le province di Napoli e Caserta, è stata rimossa la prima ecoballa. In Campania ve ne sono circa 5 milioni e seicentomila. Si tratta di una grande operazione di bonifica – si cancellerà la «terra dei fuochi», ha ricordato il governatore De Luca – ma anche di legalità.

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