1 Luglio 2011

Rifiuti a Napoli: la Lega si oppone al conferimento in altre regioni

    La Lega prende le distanze dal decreto rifiuti varato ieri dal Consiglio dei ministri e il governo scricchiola sotto il peso di un’emergenza che sembra irrisolvibile. Poco prima della riunione, il premier Berlusconi aveva spiegato ai rappresentati delle Regioni, delle Province e dei Comuni: «Non posso fare più di così, non ho il 51% e quindi devo tenere conto di tutte le forze politiche della maggioranza». Il premier avrebbe comunque annunciato la volontà di seguire in prima persona la vicenda. «Adesso intervengo io e ripuliamo tutto», avrebbe assicurato, ipotizzando il varo di un piano straordinario da presentare entro un mese con la realizzazione di impianti per lo smaltimento. Il no della Lega è arrivato pesante come un macigno, ma non ha inficiato il varo del provvedimento, di soli tre articoli, in cui si dà il via libera al trasferimento dei rifiuti urbani di Napoli fuori dalla Campania, in deroga alla normativa vigente, prevedendo il nulla osta delle Regioni riceventi senza però il parere della Conferenza Stato-Regioni.
    Critico Umberto Bossi. «Il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta», ha ricordato, e «se i rifiuti sono ancora per strada vuol dire che i napoletani non hanno ancora imparato la lezione. Quindi non penso che le Regioni del Nord accoglieranno i rifiuti di Napoli». Critica anche la Conferenza delle Regioni: «Il dl non risolve nella sostanza il problema», ha detto il presidente Vasco Errani, secondo cui occorrono, invece, «procedure certe per l’apertura di nuove discariche nella Campania» e chiede «poteri speciali ai sindaci». Anche il governatore campano Stefano Caldoro (Pdl) disapprova il dl che «insufficiente per superare le difficoltà», e il sindaco di Napoli, de Magistris che definisce il decreto «pilatesco e deludente» e «le affermazioni di Bossi inaccettabili». Intanto però la raccolta continua e la città di Napoli comincia a respirare, mentre la provincia è ancora in emergenza.
    Dalle opposizioni un coro di critiche. Il segretario Pd Bersani parla di «una frittata di portata rilevante. Siamo di fronte a un governo che invece di chiamare tutti alla responsabilità, invita a lavarsi le mani». Secondo l’Idv, «il governo scarica sulle Regioni di buona volontà un’emergenza nazionale, mentre la Lega insulta i napoletani». Il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, accusa la Lega di «atto anti-nazionale, egoista e becero, che dimostra l’implosione della maggioranza, tenuta in vita artificialmente». Anche se la Lega è «irresponsabile», «l’opposizione non può giocare allo sfascio. Noi voteremo il decreto», annuncia Casini. Il Codacons, infine, ha denunciato i ministri della Lega perché il loro voto negativo «accresce il pericolo di epidemie».
     

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