RIFIUTI: 200 DIPENDENTI AMA IN MALATTIA, AL LAVORO DOPO CONTROLLO. CODACONS: LI DENUNCIAMO PER TRUFFA
PROCURA DOVRÀ INDAGARE ANCHE MEDICI CHE HANNO FIRMATO I CERTIFICATI
Sul caso dei 200 dipendenti Ama tornati magicamente in servizio dopo essere stati classificati per anni ‘inidonei’ all’attività lavorativa, il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per le possibili fattispecie di truffa e falso ideologico.
“Mentre la città è invasa da spazzatura e i cittadini romani, pur pagando una Tari salatissima, non ricevono il servizio di raccolta rifiuti in modo continuo e soddisfacente, un numero abnorme di dipendenti Ama se ne stava comodamente a casa ricorrendo a certificati di malattia che ne attestavano l’inidoneità al servizio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una condizione di impossibilità lavorativa che, tuttavia, è sparita dopo i controlli eseguiti dalla società dei rifiuti”.
“Su tale vicenda vogliamo vederci chiaro, e crediamo ci siano tutti gli estremi per un intervento della magistratura – prosegue Rienzi – Per tale motivo presentiamo un esposto in Procura in cui chiediamo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di truffa e falsità ideologica non solo nei confronti dei 200 dipendenti scovati dall’Ama, ma anche verso i medici che hanno firmato i certificati attestanti malattie ora magicamente scomparse”.
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