fbpx
31 Agosto 2001

Rifiutata dalla clinica, muore per strada

Rifiutata dalla clinica, muore per strada


Palermo, la donna aveva 70 anni, vittima di un infarto. Il marito accusa: per due ore sull`asfalto

Palermo – In preda a forti dolori al petto si rivolge a una clinica privata ma viene invitata dal medico di guardia ad andare al pronto soccorso di un ospedale pubblico. Durante il tragitto Livia Undiemi, di 70 anni, muore d`infarto sull`auto del vicino di casa, Pietro Valenti, che l`aveva soccorsa. Il sostituto procuratore Tania Hmeljak, che ha aperto un`inchiesta, ha disposto l`autopsia sul corpo della vittima.
Questo ennesimo dramma della sanità palermitana si svolge tutto nel centro storico: inizia in via Alessio Narbone, dove la donna abita, continua alla clinica Macchiarella, di Viale Regina Margherita, e si conclude a 500 metri di distanza, in via Volturno, davanti al numero civico 96, dove l`anziana si accascia senza vita sul marciapiede dopo che scende dall`auto perché si sente soffocare.
Il marito, Agostino Di Cola, denuncia che la donna è rimasta due ore adagiata sull`asfalto in attesa che arrivasse l`ambulanza per portarla all`obitorio e preannuncia un esposto alla magistratura contro il medico di guardia, Tommaso Sciacchitano. Anche il Tribunale dei diritti del malato e l`associazione dei consumatori Codacons preannunciano iniziative legali per accertare eventuali responsabilità nei soccorsi da parte dei sanitari della clinica privata.
«Ho visitato la signora in auto – si giustifica Tommaso Sciacchitano – Non riusciva nemmeno a muoversi. Mi sono subito reso conto che era in condizioni gravi e che aveva necessità del supporto di un`unità coronarica di cui, però, la clinica non dispone. Era evidente che la situazione non era gestibile con i mezzi in dotazione nella nostra struttura. La clinica non ha aree di emergenza. Solo i centri che effettuano interventi di cardiochirurgia prevedono terapia intensiva ed unità coronarica. Per questo ho consigliato ai suoi familiari di portarla immediatamente in ospedale».
Alle accuse di omissione di soccorso il medico replica: «Ho fatto tutto quello che potevo e ho sollecitato i familiari ad affrettarsi. Non ho chiamato il “118“ perché ero certo che l`attesa dell`ambulanza sarebbe stata fatale. Se ci sarà un`indagine sarò pronto a fornire tutti gli elementi in mio possesso».
Livia Undiemi è finita alla clinica Macchiarella solo per caso: era infatti diretta all`ospedale Civico, ma appena salita in macchina le sue condizioni si sono aggravate, allora l`autista vedendo la donna in preda a una crisi respiratoria ha pensato di recarsi al centro medico più vicino. Da qui poi l`ultima inutile corsa.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox