Rifiutare? Se salta l?operazione possibile l?ipotesi di un rilancio
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fonte:
- Corriere della Sera
Nel 2004 Telecom Argentina dopo il voto negativo dei creditori ha dovuto migliorare la proposta
C?è solo un motivo valido per dire no all?offerta di scambio dell?Argentina: far fallire la proposta per costringere il presidente Kirchner e il suo ministro Lavagna a sedersi finalmente a un tavolo negoziale. Il risultato a questo punto potrebbe essere un rilancio del Paese sudamericano.
LA LINEA DEL NO – E? la linea di Stock. E? la linea delle associazioni dei consumatori: in prima fila ci sono Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. Il fronte non era mai stato così compatto nemmeno con Cirio e Parmalat.
La strategia del boicottaggio ha in effetti funzionato in altre situazioni, anche se forse non erano così complesse. L?ultimo caso è stato proprio quello della Telecom Argentina che ha interessato anche i creditori italiani e che nel 2004 dopo due anni di trattative si è chiuso con un netto miglioramento.
I RISCHI – Il pericolo purtroppo è quello di rimanere con il cerino in mano: se l?offerta dovesse partire ugualmente, come alcune banche d?affari Usa hanno previsto, gli italiani potrebbero rimanere esclusi. Una parte del debito estero è nelle casseforti di investitori istituzionali negli Usa e in Argentina. Fondi, banche e assicurazioni probabilmente aspetteranno gli ultimi giorni. Ma prima della scadenza del 25 febbraio si metteranno in fila per il rimborso. I piccoli risparmiatori potrebbero dunque accorgersi che il quadro intorno a loro è cambiato solo in ritardo. Il consiglio in questi casi è allora attendere comunque l?avvicinarsi delle scadenze per prendere la decisione definitiva.
LA DOPPIA SCADENZA – Ma anche qui i tecnici legali e finanziari dell?Argentina hanno fatto del loro meglio per complicare le cose: l?offerta ha infatti due scadenze. Oltre a quella del 25 ce n?è un?altra il 5 febbraio che dà diritto a una sorta di precedenza nella scelta dei due tipi di bond.
Infine, c?è un altro vantaggio nel rinunciare all?offerta-capestro: senza accordi si mantiene il diritto di fare causa contro l?Argentina.
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