13 Gennaio 2005

Rifiutare? Se salta l?operazione possibile l?ipotesi di un rilancio

Rifiutare? Se salta l?operazione possibile l?ipotesi di un rilancio


Nel 2004 Telecom Argentina dopo il voto negativo dei creditori ha dovuto migliorare la proposta




C?è solo un motivo valido per dire no all?offerta di scambio dell?Argentina: far fallire la proposta per costringere il presidente Kirchner e il suo ministro Lavagna a sedersi finalmente a un tavolo negoziale. Il risultato a questo punto potrebbe essere un rilancio del Paese sudamericano.


LA LINEA DEL NO – E? la linea di Stock. E? la linea delle associazioni dei consumatori: in prima fila ci sono Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. Il fronte non era mai stato così compatto nemmeno con Cirio e Parmalat.
La strategia del boicottaggio ha in effetti funzionato in altre situazioni, anche se forse non erano così complesse. L?ultimo caso è stato proprio quello della Telecom Argentina che ha interessato anche i creditori italiani e che nel 2004 dopo due anni di trattative si è chiuso con un netto miglioramento.



I RISCHI – Il pericolo purtroppo è quello di rimanere con il cerino in mano: se l?offerta dovesse partire ugualmente, come alcune banche d?affari Usa hanno previsto, gli italiani potrebbero rimanere esclusi. Una parte del debito estero è nelle casseforti di investitori istituzionali negli Usa e in Argentina. Fondi, banche e assicurazioni probabilmente aspetteranno gli ultimi giorni. Ma prima della scadenza del 25 febbraio si metteranno in fila per il rimborso. I piccoli risparmiatori potrebbero dunque accorgersi che il quadro intorno a loro è cambiato solo in ritardo. Il consiglio in questi casi è allora attendere comunque l?avvicinarsi delle scadenze per prendere la decisione definitiva.



LA DOPPIA SCADENZA – Ma anche qui i tecnici legali e finanziari dell?Argentina hanno fatto del loro meglio per complicare le cose: l?offerta ha infatti due scadenze. Oltre a quella del 25 ce n?è un?altra il 5 febbraio che dà diritto a una sorta di precedenza nella scelta dei due tipi di bond.
Infine, c?è un altro vantaggio nel rinunciare all?offerta-capestro: senza accordi si mantiene il diritto di fare causa contro l?Argentina.

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