1 Giugno 2004

Rienzi, il leader dei consumatori: in boxer sarò il Nader italiano

Rienzi, il leader dei consumatori: in boxer sarò il Nader italiano
Extraparlamentare negli anni ?70, ora punta all?Europa. Ha denunciato Tex Willer, la Oxa e se stesso: volevo aiutare i miei clienti






Ha realizzato il sogno della sua giovinezza: mettere in difficoltà la sinistra ufficiale. Nel 1969 da extraparlamentare capeggiava il Collettivo politico giuridico, in contatto con il Soccorso rosso («ma litigai con Spazzali e gli altri che difendevano chiunque fosse un compagno, aprendo la via alle degenerazioni»). Oggi guida la Lista Consumatori-Codacons, che nei sondaggi di Mannheimer minaccia di erodere il 3,5% all?Ulivo; quel che basta a decidere le sorti delle Europee. L?avvocato Carlo Rienzi potrebbe rivelarsi il Ralph Nader italiano. «Anche se quello vero non lo conosco. L?ho chiamato, ma lui preferisce i Verdi». D?Alema ha appena invitato a non votare la sua lista. «Non vado con la sinistra, perché quando abbiamo denunciato le banche per i mutui a tasso di usura la sinistra ha fatto la legge salvabanche». E la destra? «Quando abbiamo denunciato il cartello delle assicurazioni la destra ha fatto la legge salva-assicurazioni».

La giornata del capolista Rienzi è intensissima. Telefonano dalla Liguria: «C?è un ragazzo in coma rifiutato dagli ospedali? Denunciate». Chiamano dalla Sardegna: «Motociclista si schianta ubriaco? Avete controllato quanti etilometri ha la polizia stradale sarda? Neanche uno? Denunciate». Una maratona. Rienzi ha denunciato il ministero delle Comunicazioni (ai tempi di Totò Cardinale) per lo scandalo dei numeri erotici, la Sisal per gioco d?azzardo, i vigili che non multano i ragazzi senza casco per omissioni di atti d?ufficio. Si è anche autodenunciato all?ordine degli avvocati, «per far pagare ai miei clienti meno della tariffa minima». La domenica annota le targhe dei Tir che circolano nonostante il divieto. Una volta si rivolse alla guardia di finanza, all?ordine dei farmacisti e al Comune di Roma per farsi restituire 5 lire del resto di una pomata. Figurarsi la notte dell?euro. Un barista di Ladispoli che aveva portato il cappuccino da 1500 lire a 90 centesimi fu condannato. Per castigare tutti gli altri, occorreva entrare in politica.

Ieri mattina Rienzi si è presentato davanti alla sede della Banca d?Italia con il suo look da campagna elettorale: in mutande. «Boxer. Con accappatoio, per non beccarmi un?altra denuncia per atti osceni in luogo pubblico». Accadde il giorno della presentazione della lista, nell?hotel davanti al Parlamento: «Uscimmo un attimo per farci fotografare e ci arrestarono». Anche sui poster appare nudo dalla cintola in su, slogan: «Abbassiamo i prezzi, non le mutande». Il simbolo sembra mutuato dalla disciolta lista Dini – un rospo -, ma indica che «di rospi non ne vogliamo ingoiare più». Una campagna populista che inquieta i partiti, timorosi di un voto di protesta. «Infatti ci censurano. Stasera andrò in Rai per la prima volta, alle 22 e 50, negli spazi imposti dalla legge. Mediaset, niente. I giornali di sinistra, niente». Obiettivi: «Creare una grande lobby dei consumatori in Europa. Introdurre anche in Italia la class action, la causa di gruppo, che ce l?hanno pure in Australia e in Brasile. Liberalizzare l?accesso alle professioni. Evitare altri casi Cirio e Parmalat. Organizzarci per non farci più fregare».
La lista dei nemici è lunga e imprevedibile: Tex Willer («fumava sempre, così ho denunciato l?editore. Mi telefonò Bonelli indignato»), Anna Oxa («mostrò lo slip al festival di Sanremo: c?era la marca! Fu il primo caso di pubblicità occulta»), i patrizi dell?antica Roma («con Giuseppe Branca, principe dei romanisti, ho studiato i comitia curiata e centuriata: una vergogna! Un sistema basato sul censo»). A lui piacevano i tribuni della plebe. Il resto è conseguente. Nell?80, anno di svolta, vince la causa per annullare l?aumento delle tariffe telefoniche. Poi fonda il Codacons, che in teoria significa Coordinamento associazioni difesa dell?ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ma in realtà fu scelto con il criterio con cui Mussolini battezzò l?Ovra: incuteva timore.
Rienzi ha fatto chiudere il manicomio criminale di Aversa, assumere precari, mettere fuorilegge l?alcol di notte negli autogrill. Talvolta gioca per sé, come quando per cacciare gli storni costrinse il Comune di Roma a potare gli alberi di viale delle Milizie, dove ha lo studio. Altre volte gli va storta, come a Napoli, dove i rappresentanti della sua lista si sono presentati con i pacchi delle firme alle 20 e 2 minuti, trovando l?ufficio chiuso. «Così nella circoscrizione Sud i consumatori non ci saranno. E? tutto un ostracismo. Oggi sono andato, vestito, sotto l?istituto superiore di sanità a protestare con il ministro Sirchia: ogni anno mi invitava come relatore alla giornata contro il tabacco, ora non più. Il ministro Marzano mi ha scritto per annunciarmi che taglierà i finanziamenti al Codacons. I partiti di sinistra mi volevano in lista, e ora fanno finta di non conoscermi». Faceva così Al Gore con Nader, quattro anni fa.

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