18 Agosto 2004

Rienzi (Codacons):vi spiego perché lo denunciarono

Una battaglia lunga oltre dieci anni sullo sfondo della tragedia di questi giorni. Con il presidente del Codacons, avvocato Carlo Rienzi, anticipiamo i contenuti della conferenza stampa che terrà stamane con i familiari del sindaco Valentini.

Presidente, il suicidio di Valentini chiude la vicenda di Roccaraso?

«Al contrario, direi che la apre: viene da chiedersi come mai non sia stato sentito 40 giorni fa, quando lo aveva chiesto. Chi ha indagato dovrà spiegare molte cose: come mai non lo hanno interrogato? Come mai era indagato per fatti da cui era stato già assolto con formula piena?».

Lei conosce bene la vicenda
«Già nel 1990 mi fu segnalato che al Vallone San Rocco stavano costruendo un palazzone in una gola sotto un costone franoso. Fu così che il Codacons fece il primo ricorso contro quella strana concessione datata 1986 nonostante l`esistenza di un vincolo idrogeologico. Tribunale di Sulmona, corte d`appello dell`Aquila e Cassazione confermarono che si era trattato di un colossale abuso edilizio, condannarono costruttore e sindaco e ordinarono l?abbattimento, mai eseguito, del palazzo».

Chi c?è dietro l?affaire Roccaraso?
«Basta vedere da chi sono partite le denunce contro il sindaco».

Che rapporti aveva con Valentini?
«Per anni la battaglia del Codacons contro il mostro abusivo Edilmonte, condotta prima contro Comune e proprietà, era diventata una battaglia comune. Eravamo sempre schierati insieme per eliminare quello sconcio e abbiamo dovuto affrontare almeno tre leggi inique di sanatoria. Dovemmo contrastare 4 periti, due ingegneri e due geologi che negavano addirittura quanto aveva affermato sul rischio la stessa ditta di carotaggi incaricata dalla Edilmonte nel lontano 1986, e per questo consigliammo all?amministrazione di nominare periti estranei all`ambiente come il professore Floriano Villa, allora presidente dei geologi italiani.
Nonostante le attestazioni di questi periti estranei all`ambiente, il sindaco ogni volta che si rivolgeva a consulenti locali ne riceveva pareri favorevoli al costruttore e si demoralizzava, ogni tanto parlava di mollare perché – diceva – in Italia non si abbatte nessun mostro edilizio».

L`inchiesta poggia su prove e testimonianze.

«Se uno dei testimoni è l`imprenditore interessato alla legalizzazione dell`abuso e un altro è stato condannato solo un mese fa dal Tribunale civile a pagare 25mila euro per diffamazione aggravata e continuata, l?attendibilità è molto discutibile. Ed è molto strano che nessuno abbia detto da chi è partita la denuncia contro il sindaco e quali interessi miliardari girano intorno al condono del mostro edilizio. Forse sarebbe stato illuminante. Come sarebbe stato illuminante leggere le sentenze del Tar dell`Abruzzo e del Consiglio di Stato che hanno tutte convalidato l`operato del sindaco Valentini».

Critiche alla Procura di Sulmona?
«Sarei curioso di sapere che fine ha fatto la mia denuncia contro la famosa perizia dei geologi».

Qualcuno avrebbe di strumentalizzato l`inchiesta?

«Se i giornalisti e fotografi erano già pronti a scattare le foto dell`arresto del sindaco il 13 agosto, se il mandato di arresto era pronto da settimane ma alcuni giudici non avevano voluto firmarlo, se molti hanno stappato lo champagne alla notizia dell`arresto…lei che dice?».

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