5 Luglio 2010

Rienzi: “Ci appelliamo all’ Ue L’ ente delle strade riceverà un aiuto di Stato illegale”

 IL CODACONS ALL’ATTACCO.

 

ROMA «Con i nuovi aumenti andrò a pagare 60 centesimi in più al giorno, per circa 300 giorni l’ anno: l’ esborso sarà di 180 euro», conteggia Franco. «Tratta Salerno-Napoli: da 1,60 euro a 2 euro», sbuffa Francesco. «Pagavo un euro, oggi ne pago 1,30», lamenta Carmelo. Voci di pendolari alle prese con gli aumenti sulle autostrade scattati dal 1° luglio: maggiorazione forfettaria di 1 euro per auto e moto e 2 per i camion ai caselli (o, in caso di tratte brevi, di una cifra che non supera il 25% del pedaggio), là dove c’ è un raccordo con una strada gestita direttamente da Anas, e aumento dei pedaggi di 1 millesimo di euro a km (e 3 per mezzi pesanti e auto con roulotte al seguito). A raccogliere gli sfoghi, il blog di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che definisce gli aumenti «una scelta scellerata». Leggendoli si può ben capire perché l’ argomento è stato tra i motivi di tensione tra Berlusconi e Tremonti: la materia è popolare e fa montare rabbia. Inanto il Codacons presenterà un ricorso al Tar contro il forfait di uno e due euro, «punitivo per i pendolari», aggiungendosi a quanto già annunciato dai presidenti delle province di Torino, Rieti e Roma (ieri Nicola Zingaretti: «Balzelli iniqui e ingiusti perché colpiscono le fasce più deboli della popolazione»). Ma Codacons ha anche già presentato un esposto alla Commissione europea contro i sovrapprezzi da 1 a 3 millesimi a chilometro. «Il chiaro scopo di tali incrementi tariffari è di sgravare lo Stato dal mantenimento dell’ Anas, che dovrà autofinanziarsi agendo con l’ aumento del costo dei pedaggi», scrive l’ associazione nell’ esposto. «Per i principi europei – spiega il presidente Rienzi – si può pagare solo in cambio di un servizio, si paga solo quello che si usa. Se invece paga chi usa l’ autostrada ma poi il ricavato serve per altre strade, se per esempio io percorro tutta la vita la Milano-Torino ma con questo sovrapprezzo finanzio, che ne so, la Pontina, questo non è consentito dall’ Europa. Così facendo rischia di diventare un aiuto di Stato in favore dell’ Anas», secondo Rienzi. Federconsumatori e Adusbef, intanto, denunciano l’ aumento di spese per le famiglie a causa dei provvedimenti della manovra finanziaria: secondo i loro calcoli, tra tariffe autostradali e pedaggi Anas il budget di una famiglia media può essere abbassato anche di 135 euro l’ anno. Passata la «fase transitoria», com’ è definita nella manovra finanziaria, durante la quale Anas si prevede che incasserà maggiori entrate per 83 milioni di euro nel 2010 e circa 200 milioni nel 2011, i forfait di uno e due euro sui vari raccordi dovranno però sparire: le tratte gestite da Anas garantiranno il pagamento rapportato al percorso fatto. Non più i caselli: nuovi sistemi di pedaggio "free flow" (a flusso libero), potranno essere telecamere, o metodi ancora più tecnologici tipo sms o pagamenti online. Termine massimo per attrezzarsi, il 1° gennaio 2012. Per quanto riguarda gli incrementi a chilometro, invece, stando al testo della manovra pubblicata in Gazzetta ufficiale il 31 maggio scorso, se non sarà modificato nel corso della discussione del Parlamento, sono destinati ad aumentare: saranno di 2 millesimi di euro al chilometro per auto e moto e 6 millesimi per le classi più pesanti a partire dal 1° gennaio 2011. Così, al momento, tra pagamenti su raccordi fino a pochi giorni fa gratuiti e aumenti di pedaggio sulle autostrade in concessione, l’ Italia non brilla certo in Europa per risparmio. I 780 km che separano Milano da Napoli, per esempio, un’ auto o una moto li percorrono sborsando 46 euro, suggerisce il sito di Autostrade per l’ Italia. Distanze simili si coprono a costo zero in Germania, con una manciata di euro in Gran Bretagna, a circa 30 euro in Spagna. Solo in Francia una tratta simile è di poco meno costosa.

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