8 Dicembre 2020

Rientri di Natale: corsa agli ultimi treni E voli sempre più cari

Sino a 15 ore di viaggio in treno, cambi compresi, pur di tornare a casa per le vacanze di Natale. dopo Frecce e Intercity diretti da Nord e Centro Italia in Puglia, ora vanno a ruba anche le soluzioni che prevedono la copertura di alcune tratte anche con i regionali. Qualche esempio? Nel pomeriggio di ieri risultavano sold out già 10 opzioni di viaggio, fronte delle 13 complessive garantite da Trenitalia tra Milano centrale e Lecce per la giornata di sabato 19 dicembre. in serata erano esaurite anche le proposte con cambi e tratte garantite proprio dai treni regionali. Stesso copione anche domenica 20 dicembre lungo direttrice Torino- e sino a Lecce. in questo caso già sold out non solo i treni diretti, ma anche le opzioni che prevedono 15 ore e mezzo di viaggio e numerosi cambi. Flusso di prenotazioni più cadenzato sulla tratta Roma- Nelle ultime ore, tuttavia, la corsa ai ticket continua. E il picco di biglietti venduti si registra soprattutto nel weekend compreso tra venerdì 18 e domenica 20 novembre. Entro quella data, si stima, saranno 30mila gli studenti e lavoratori di ritorno in Puglia dal Nord e Centro Italia. Studenti e lavoratori fuori sede disposti a tutto pur di fare rientro a casa prima che, per effetto dell’ultimo Dpcm, scatti la chiusura dei confini regionali prevista tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Va detto, il Decreto di Natale tra le deroghe agli spostamenti garantisce comunque il rientro nella propria residenza o domicilio anche durante la settimana di Natale, ma anche Capodanno e sino all’Epifania Migliaia di pugliesi, però, preferiscono giocare d’anticipo E il rischio, seppur solo percepito, di restare bloccati lontano da casa proprio durante le festività natalizie ha già spinto molti a fare le valige. In testa gli studenti universitari che, complice la modalità di didattica a distanza prevista per la maggior parte dei corsi di laurea dagli Atenei, in questi giorni si sono già messi in viaggio per rientrare a casa. Poi toccherà ai lavoratori. Da qui a dieci giorni, infatti, mettersi in viaggio saranno sopratutto fuori sede e trasfertisti che non possono anticipare la partenza. Ma per i “ritardatari” il salasso rischia di essere dietro l’angolo Sì, perché ad aumentare in queste ore a lievietare in maniera esponenziale non è solo il flusso delle prenotazioni. Ma anche e sopratutto, il costo dei biglietti. se per un ticket Milano centrale – Lecce, sola andata e con cambio a Roma Termini sabato 19 ottobre a bordo dei Frecciarossa e Frecciargento di Trenitalia, nella serata di ieri il prezzo si attestava a quota 230 euro, per lo stesso tragitto in aereo le tariffe partivano da 300 euro. Per la precisione, sino a 326 euro a bordo di Alitalia e partire da 331 euro e sino a 389 euro a bordo della low cost Ryanair. Una situazione inaccettabile per il Codacons che nelle scorse ore ha presentato un esposto all’Antitrust voli dal Nord al Sud Italia per le date del 19 e 20 dicembre hanno subito sensibili rincari subito dopo il varo del Dpcm che prevede il divieto di spostamento tra regioni a partire dal 21 dicembre – ha denunciato l’associazione dei consumatori – Il costo dei biglietti è mediamente triplicato per molte compagnie aeree, rendendo particolarmente gravoso per i cittadini spostarsi in aereo. Alla base dei rincari, tuttavia, non vi sarebbe solo la maggiore domanda da parte degli utenti, ma una strategia precisa adottata dai vettori, quali metterebbero in vendita solo i posti più costosi, eliminando quelli scontati o più convenienti». Nel mirino del Codacons anche le tariffe ferroviarie. «Chiediamo al Codacons di aprire un formale procedimento sui rincari dei biglietti aerei e ferroviari, alla luce della possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta – ha rimarcato il presidente Carlo Rienzi – Il nostro timore è che i prezzi dei biglietti siano aumentati non solo per effetto della maggiore domanda, come conseguenza di una pratica speculativa che approfitta dello stato di necessità di quei cittadini che, prima del 21 dicembre, devono tornare nel proprio comune di residenza per trascorrere le festività in famiglia». Accuse che Trenitalia ha già respinto al mittente: prezzi non sono rincarati, è prevista alcuna loro variazione. Il listino è immutato da oltre un anno: non ci sono stati aumenti sono in programma, contrariamente a quanto invece riferito da un’associazione dei consumatori». Già nei giorni scorsi, inoltre, l’azienda si era resa disponibile a aumentare il numero dei treni in circolazione dal Nord al Sud, Puglia compresa, proprio per fare fronte all’incremento della richiesta. Implementazione dell’offerta che deve passare, comunque, attraverso il via libera del governo. Si vedrà

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