29 Gennaio 2020

Riduzione dei parlamentari? C’ è chi dice no

Chiusa la partita delle Regionali, a Catanzaro la politica è già pronta a riprendersi la scena. “Gettonopoli” resta sullo sfondo, ma a catturare l’ attenzione è il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Il 29 marzo gli elettori torneranno alle urne e nel capoluogo di regione il comitato per il no è già pronto a dare battaglia. «Stai dalla parte della Costituzione e difendi il ruolo e la funzione del parlamento»: ecco lo slogan che sui Tre colli sta rimettendo in pista chi negli articoli 57 e 59 della carta costituzionale vede una garanzia da tutelare a ogni costo. Altro che riduzione anti-spreco, la loro la lettura della riforma fortemente voluta dai Cinque Stelle li porta a bollare il quesito referendario come «un inutile esercizio del più becero populismo». Barricate alzate, dunque, per evitare che a vincere la partita sia chi punta a «cavalcare la rabbia verso tutte le forme di rappresentanza per stravolgere la Costituzione». D’ altronde, al rischio di avere rappresentanti nominati in Calabria si aggiunge anche quello di non poter esprimere più di 6 senatori e 13 deputati e i promotori del no non hanno alcun dubbio: «Per controllare tutti gli eletti ci stanno lasciando credere che riducendoli si tagliano, davvero, i costi della politica». Cambiare tutto per non cambiare niente, insomma, e anche a Catanzaro i promotori del no al referendum mettono l’ accento sulle “strutture” politiche «nelle quali – sottolineano senza riserve – pullulano i signori delle preferenze oltre a tanti inutili e imbarazzanti “portaborse”». Ecco cosa tagliare per risparmiare davvero. Ma c’ è di più. L’ esercito del no che sta serrando le fila pure nel capoluogo di regione ha anche il piano B: «Anziché tagliare il numero dei parlamentari si riducano i loro stipendi, magari commisurandoli alle presenze». E in trincea, a due mesi dal verdetto, scende anche il vicepresidente nazionale del Codacons Francesco Di Lieto che rifiuta in pieno la logica di una stretta cerchia di politici al comando e della compressione della democrazia in nome di un risparmio che peraltro accurati studi hanno quantificato in 95 centesimi a cittadino. L’ appello è netto: «No a un Parlamento sempre meno rappresentativo e sempre più obbediente ai capi partito». Ancor più chiara la sfida: «Fare da argine a chi punta a ridurre la democrazia parlando alla pancia degli elettori e puntando tutto sui soldi». an.sc. I promotori:la riforma dei 5Stelleè solo becero populismo.

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