30 Gennaio 2003

Ridimensionato l?allarme sui rischi. Gli esperti: “Dati vecchi“




Che cosa rischiamo per avere le chiome tinte di un bel colore? Secondo alcuni studi, ci sarebbe una correlazione tra l?uso frequente di tinture per capelli e possibilità di insorgenza di tumore alla vescica. Lo ha ricordato il Beuc, l?associazione europea dei consumatori, che recentemente ha inviato alle autorità europee una lettera invitandole a rivolgersi ai consumatori per suggerire loro cosa fare per ridurre o minimizzare i rischi. Il pericolo aumenterebbe se l?uso di tinture è frequente e prolungato, e raddoppia se le tinture vengono utilizzate almeno una volta al mese. Il Beuc sollecita maggiori controlli, ricordando di testare la sicurezza dei due o più componenti delle tinture, da soli e quando vengono miscelati tra loro prima dell?applicazione. L?associazione dei consumatori fa riferimento ad uno studio pubblicato nel 2001 sull? “International Journal of Cancer“: l?indagine era stata condotta dal Dipartimento di Medicina Preventiva dell?Università della California del Sud, a Los Angeles. Non è questo il primo studio che indica una possibile correlazione tra tumori e uso tinture per capelli: nel 1993 la IARC, l?Agenzia Internazionale per le ricerche sul cancro, di Lione, legata all?Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva concluso per una “evidenza limitata“ sulle relazioni tra insorgenza di questi tumori e lavoro dei parrucchieri e per una “evidenza inadeguata“ sul resto della popolazione, vale a dire che allora non c?erano elementi sufficienti per indicare un possibile rischio.
Spiega Dario Mirabelli, responsabile del Centro di Documentazione Cancerogeni all?Unità di Epidemiologia dei Tumori all?Ospedale S. Giovanni Battista, di Torino: «Lo studio californiano è accurato e contiene osservazioni molto valide. Aggiunge elementi interessanti rispetto all?indagine IARC. Però prende in esame casi insorti negli anni dal 1992 al 1996. Dato che un cancro alla vescica prevede tempi di latenza molto lunghi (venti o anche trenta anni), le considerazioni fatte riguardano tinture eseguite con regolarità a partire dagli anni SessantaSettanta e per lungo tempo. Le tinture di oggi hanno composizioni diverse rispetto a quelle di una volta. In definitiva, bisogna avere un?idea chiara di quali componenti si stiano usando oggi e quindi essere in grado di prevedere possibili rischi sui composti attualmente in uso».
Attenua l?allarme Leonardo Celleno, direttore del centro di ricerche cosmetologiche dell?Università Cattolica di Roma, che afferma: «Non mi risulta che ci siano dati certi sulla correlazione tra uso di tinture per capelli e insorgenza di tumore alla vescica in Europa. Alcune vecchie tinture potevano contenere qualche ingrediente forse potenzialmente pericoloso. C?è da dire che in America usano prodotti diversi dai nostri. I controlli da parte delle autorità competenti devono comunque essere sempre accurati, e l?attenzione massima. Stando alle attuali conoscenze, il rischio sembra inesistente per chi si tinge i capelli una volta al mese, mentre chi lavora dai parrucchieri deve rispettare alcune precauzioni, dato che maneggia quotidianamente le tinture: guanti protettivi e arieggiare spesso i locali».
Secondo il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Prodotti cosmetici e non alimentari (SCCNFP) della Commissione Europea, in Europa si tingono i capelli metà delle donne oltre i 15 anni, con una frequenza media annuale di circa 8 applicazioni. Mentre lo fanno il 10% degli uomini tra i 35 e i 60 anni. In Italia si tinge il 75% delle donne (10% dai 16 ai 24 anni, 26% le 4550enni, 25% dopo i 55 anni). Il 10% degli uomini sopra i 50 anni si tinge i capelli, e un 30% di ragazzi dai 15 ai 22 anni ricorre a tinture sporadiche (dati Codacons).

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