Ricorso sui vaccini, nuovo rinvio del Tar
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fonte:
- Corriere di Bologna
La legge della Regione Emilia-Romagna Il decreto legge del ministro Lorenzin La profilassi sotto la soglia fissata dall’ Oms
la decisione del tribunale slitta al 17 ottobre su richiesta del codacons e delle trenta famiglie di rimini ma non c’ è la sospensiva. venturi: «la battaglia dei contrari è di destra». bonaccini: «sparano imbecillità»
Rimandata ancora. La decisione del Tar dell’ Emilia-Romagna sul ricorso (di Codacons e 30 famiglie di Rimini) contro l’ obbligo vaccinale introdotto dalla Regione per accedere ai nidi, slitta di nuovo su richiesta proprio dei ricorrenti che nei prossimi mesi vogliono depositare ulteriore atti: se ne riparla il 17 ottobre. Ma questo non sposta di una virgola il provvedimento regionale, perché il giudice non ha concesso a Codacons e famiglie riminesi contrarie all’ obbligo vaccinale la sospensiva della delibera di Viale Aldo Moro, nel frattempo superata (a favore della Regione stessa) dal decreto Lorenzin che ha portato da 4 a 12 i vaccini obbligatori per accedere ai servizi educativi. È stato quindi sciolto di fatto il nodo più delicato, ovvero quello della mancanza di un siero unico contro la difterite, visto che il recente decreto rende obbligatorio il vaccino esavalente che contiene l’ anti difterite. Per il ministero della Salute, che aveva preparato la sua memoria difensiva prima del via libera al decreto Lorenzin, quest’ ultimo provvedimento del governo di fatto fa crollare l’ impianto del ricorso originario, ma il giudice del Tar ha comunque deciso di accogliere la richiesta di rimandare la decisione. La sentenza, quindi, arriverà a ottobre, quando la Regione e le Ausl avranno già ampiamente messo in moto la «macchina» che consentirà a migliaia di famiglie di mettersi in regola con le vaccinazioni, considerate adesso propedeutiche per la frequentazione dei servizi scolastici. Ma Viale Aldo Moro non si scompone. Anzi. L’ assessore alla Sanità della Regione, Sergio Venturi, si è detto soddisfatto: «Noi andiamo avanti così come stabilito, con grande determinazione, nell’ interesse dell’ intera collettività regionale, e in particolare dei più piccoli, soprattutto dei più deboli: tutti loro e ogni singola persona ha diritto a vedere tutelata la propria salute. Siamo soddisfatti per il fatto che per la seconda volta consecutiva non c’ è alcuna sospensiva e abbiamo avuto un’ ulteriore conferma che la strada delle vaccinazioni obbligatorie, che per primi abbiamo imboccato a livello nazionale, è quella giusta». L’ assessore Venturi aveva usato toni tutt’ altro che soft, ieri mattina, commentando ai microfoni di Radio Città del Capo la manifestazione dei «no vax» in centro: «Credo che questa resistenza – ha detto ieri Venturi – sia una battaglia molto, molto di destra. Ci si appella a una pseudo libertà individuale, ma nessuno la mette in discussione. Quella in favore dei vaccini, invece, è una battaglia di progresso, di sinistra, storicamente è sempre stato così». E durissima è stata anche la replica del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ai no vax che hanno manifestato ieri: «Hanno paragonato la legge regionale che rende obbligatori i vaccini alle leggi razziali – ha scritto sulla sua pagina Facebook -, gli si regali un libro di storia così, magari studiando una delle pagine peggiori e più tragiche della storia del Novecento, eviteranno in futuro di sparare tali imbecillità». In ogni caso, a quanto ha spiegato Venturi ieri, al momento in Emilia-Romagna sarebbero «poche famiglie» ad aver rifiutato l’ iscrizione dal nido, perché contrarie all’ obbligo vaccinale. Il dato, però, è ancora parziale: per avere il quadro completo della situazione bisognerà aspettare fine luglio, quando la Regione farà il punto della situazione con i Comuni. «Faremo il punto a metà luglio con i Comuni – ha spiegato l’ assessore alla Sanità – per capire quanti genitori non hanno iscritto i figli e si sono rifiutati di vaccinarli. Al momento sono in contatto con alcuni Comuni e sono pochissime le famiglie che hanno declinato. Mettendo insieme la legge regionale e il decreto nazionale del governo, la mancata vaccinazione preclude l’ accesso al nido e alla materna, mentre per la scuola dell’ obbligo sono previste sanzioni». In ogni caso, a detta dello stesso Venturi, «tutto questo anno scolastico sarà sperimentale e servirà per mettersi in regola».
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