Ricorsi tributari pilotati, caos a Roma
-
fonte:
- Giornale d`Italia
tra i 22 indagati figura
anche l’ attore massimo giuliani: secondo l’ accusa avrebbe versato
65mila euro per ottenere, in appello presso la commissione regionale, il
rigetto di un ricorso
Il percorso era noto solo agli addetti ai lavori ed era così rodato da garantire il pieno successo di tutti i ricorsi proposti contro gli atti di accertamento del fisco, anche dei più improbabili. Smantellato grazie alle rivelazioni di un professionista, vessato dalle pressanti richieste della “cricca”. Così il muro di omertà ha cominciato lentamente a sgretolarsi e, tassello dopo tassello, è emersa una rete di losche relazioni appunto tra alcuni infedeli giudici tributari, dipendenti, anche in quiescenza, dell’ amministrazione finanziaria – civile e militare – avvocati, consulenti e commercialisti, finalizzata a sterilizzare, con ogni mezzo, l’ attività di accertamento del fisco. Le indagini, coordinate da un pool di magistrati della Procura di Roma e condotte dalle Fiamme Gialle della compagnia di Velletri, hanno infatti rivelato come, grazie al pagamento di ingenti somme o alla consegna di regalie di vario genere, numerosi contribuenti riuscissero ad ottenere indebiti sgravi di imposte dagli Uffici dell’ Agenzia delle Entrate o ad uscire vittoriosi nei contenziosi promossi davanti alla Commissione Tributaria Regionale e Provinciale di Roma contro gli atti di accertamento conseguenti all e verifiche subite dal Fisco. .Tra i 22 indagati complessivi dell’ inchiesta figura anche l’ attore Massimo Giuliani. Secondo l’ accusa avrebbe versato 65mila euro per ottenere, in appello presso la com missione regionale, il rigetto di un ricorso dell’ Agenzia delle Entrate contro una sentenza a lui favorevole e relativa a cartelle esattoriali di diversi accertamenti tributari per un ammontare di tre milioni di euro. Le operazioni – che hanno visto impegnati oltre 100 militari del comando provinciale nella cattura dei presunti responsabili e nella perquisizione dei locali nella disponibilità degli indagati, molti dei quali intranei all’ amministrazione finanziaria – mettono la parola fine ad una tradizione criminale fondata su una fitta rete di illegalità, i cui sodali – forti del ruolo ricoperto, delle conoscenze maturate e certi dell’ im munità del loro vincolo – pensavano, con noncurante disinvoltura, non al danno che recavano all’ Erario ma solamente a come spartirsi il prezzo delle loro iniziative. E’ giunto il plauso del Codacons, che si costituirà parte offesa nell’ inchiesta della Procura di Roma. “Dopo Mafia Capitale, ancora una volta si scopre a Roma una organizzazione criminale che opera a danno dei cittadini – ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – Gli illeciti commessi nell’ ambito dei ricorsi tributari e degli sgravi fiscali hanno prodotto un danno economico evidente ai contribuenti onesti, centinaia di migliaia di romani che hanno regolarmente pagato i propri debiti con il Fisco o perso ricorsi nelle commissioni tributarie. Per tale motivo e a tutela della collettività – ha concluso – il Codacons si costituirà parte offesa nell’ inchiesta e chiederà ai responsabili degli illeciti il dovuto risarcimento danni”. Il lavoro degli inquirenti prosegue per recuperare da un lato il provento dei reati e, dall’ altro, rinvigorire i provvedimenti tributari indebitamente annullati dall’ intromissione criminale del sodalizio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
