«Ricorsi sicuri senza avvisi E chi ha sbagliato non disperi»
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fonte:
- La Provincia di Como
Facile che si ritrovino i consumatori alle calcagna. «Siamo pronti, nel caso, a dare assistenza legale a chi vorrà ricorrere al giudice di pace – afferma Mauro Antonelli, Codacons – devono esserci due valori, scritti anche a penna, per dare una doppia indicazione agli automobilisti: il 30% di sconto e il termine di 5 giorni. In mancanza di una di queste informazioni, le multe non dovrebbero nemmeno essere date. Se un ente non è pronto alla nuova legge, che si astenga dall’ elevare contravvenzioni, altrimenti come Codacons potremmo denunciare i responsabili per il reato di omissione in atti di ufficio». Il Codacons, per le segnalazioni, ha a disposizione un numero unico, a pagamento, a livello nazionale: 892.007. «Gli operatori possono dare risposta su qualsiasi dubbio – afferma Antonelli – anche sulla questione multe. Bisogna già oggi che i vigili, nel notificare, indichino questa possibilità. Alcuni Comuni non erano pronti per adeguare i verbali. Su questo, siamo intervenuti per sollecitare la legge attraverso il Ministero degli Interni, a cui abbiamo chiesto di mandare una circolare. Preventivamente, abbiamo inviato esposti a tutte le sedi regionali della Procura della Repubblica: senza l’ aggiornamento sul verbale, niente multe». Chi ha già pagato una multa a “prezzo intero”, non essendo a conoscenza della novità, non deve perdere la speranza di ottenere lo sconto, anche se non è un’ impresa semplice come spiega lo stesso Antonelli: «Una volta pagato, non si può presentare ricorso al giudice di pace, ma nulla impedisce di fare almeno un tentativo per un’ altra via, se l’ utente ha pagato entro i cinque giorni. Consiglio di inviare una lettera indirizzata al prefetto, attraverso il comando dei vigili. Se si è trattato di un errore materiale o non si era informati, si può provare con un’ istanza. Anche se non è un diritto e non è mai facile ottenere la restituzione dei soldi». Il Codacons esprime perplessità sulla destinazione dei proventi per i divieti di sosta. «Dovrebbero servire a realizzare nuovi parcheggi – conclude Antonelli – E invece i Comuni spendono i soldi per i divieti di sosta in altro modo. Intanto, le multe per sorpassi azzardati e ciò che riguarda più direttamente la sicurezza sono un’ esigua minoranza». n C. Gal.
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