Ricorsi caro-polizze giudice di pace addio
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Frugis (Bari): ora tempi lunghi e costi alti
Brusca sterzata della Corte di Cassazione nella vicenda del «cartello» delle compagnie assicurative, che hanno deciso rincari superiori al 20 per cento rispetto alla media comunitaria per quanto riguarda la Rc auto. Le sezioni unite penali della Suprema Corte, con la sentenza 2207, hanno stabilito che i ricorsi degli automobilisti, per ottenere i rimborsi delle somme ingiustamente versate, devono essere depositati non più al giudice di pace, ma alle Corti di appello. Il verdetto ha accolto un ricorso della Unipol Assicurazioni – che chiedeva fosse fissata la competenza della Corte d`appello – contro una decisione del giudice di pace di Avellino al quale si era rivolto un automobilista per ottenere il rimborso del rincaro illegittimo del 20% della polizza. Ma l`impressione (tutt`altro che infondata) è che d`ora innanzi sarà assai difficile, se non impossibile, per l`automobilista, ottenere il rimborso delle somme ingiustamente versate. Non convincono affatto le indiscrezioni di alti magistrati della Cassazione, secondo cui «l`orientamento affermato rende tutto più razionale, anche se un pochino più complicato: è un verdetto importante perché equipara il consumatore all`imprenditore, tanto che lo legittima a usare la legge 287». Le perplessità degli automobilisti, inoltre, si basano su fatti ben precisi e difficilmente confutabili: la Suprema Corte, con questa sentenza, fa dietrofront rispetto a un anno fa quando aveva dato il via libera ai ricorsi degli automobilisti al giudice di pace, competente per le cause e, pertanto, anche per i rimborsi – di valore non superiore ai due milioni di lire. Il semaforo verde aprì la strada a centinaia di migliaia di ricorsi, con la contrarietà delle assicurazioni. Secondo l`avvocato Giuseppe Frugis, giudice di pace a Bari, «soltanto in linea teorica il principio contenuto nella sentenza della Cassazione non è vincolante. In realtà – dice – il giudice di pace, per discostarsene, dovrà motivare l`orientamento in maniera convincente. La sentenza della Suprema Corte, proprio perché a sezioni unite, è assai autorevole». «Con questo verdetto – afferma Frugis – si chiude un capitolo. Ricorrere davanti alla Corte di Appello non sarà più così agevole per l`automobilista: richiederà tempi lunghissimi e spese, al contrario di quanto accadeva quando ci si rivolgeva al giudice di pace». Per un importo tutto sommato contenuto, non sarà più conveniente per l`automobilista, «inseguire» la compagnia assicurativa e chiedere l`assistenza di un legale (non obbligatoria per il ricorso al giudice di pace). Va all`attacco l`Intesaconsumatori, perché la decisione della Cassazione «è un altro duro colpo ai più elementari diritti dei cittadini, che soprattutto dopo la “legge truffa salva-compagnie“, e ora alla luce di questa sentenza, possono fare ben poco contro il caro-assicurazioni». «La sentenza – sottolinea Elio Lannutti dell`Adusbef (una delle associazioni dell`Intesa) avrebbe avuto senso se il governo non avesse emanato la legge salva-compagnie. Ma ora che Berlusconi ha fatto la legge, c`è poco da fare». «La decisione – aggiunge – conferma, quindi, ancora una volta che i diritti dei cittadini non trovano asilo. Anche per le controversie spicciole oggi si chiedono 3-4 euro di bolli e centinaia di euro per l`assistenza legale. Tutti i diritti che prima potevano essere difesi davanti al giudice di pace, oggi non possono essere più esercitati».
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