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12 Novembre 2018

Ricoperta di formiche in ospedale, De Luca: “Si procederà con rigore assoluto”

 

“Il mancato e doveroso controllo della paziente ” c’ è stato. Vincenzo De Luca, governatore della Campania, è intervenuto sulla vicenda della singalese ricoverata al San Giovanni Bosco, la donna protagonista del video – diventato virale – in cui si trova a letto ricoperta di formiche. Si procederà con “rigore assoluto”, spiega il presidente della Campania. Intanto il personale in servizio è stato sospeso . “Il direttore sanitario dell’ ospedale in giornata denuncerà all’ Autorità Giudiziaria quanto è accaduto perchè possano essere individuati eventuali comportamenti dolosi”, ha aggiunto De Luca, che questa mattina ha fatto visita alla paziente. “Sono stato nell’ ospedale – ha spiegato l’ inquilino di Palazzo Santa Lucia – anche per verificare nel dettaglio, al netto delle inchieste in corso, quanto è accaduto. Accertato che, da subito, tutti i reparti del plesso sono stati sanificati nuovamente , dopo che già nello scorso mese di agosto era stata realizzata una completa disinfezione, attualmente sono ancora in corso puntuali accertamenti su quanto si è verificato nel corso della notte tra il 9 e il 10 novembre , quando le formiche sono penetrate nel reparto fin sul letto della paziente”. Formiche al San Giovanni Bosco: sanitari sospesi dal servizio “Vanno accertate tra l’ altro – spiega il presidente della Campania – la perdita eventuale di soluzione al glucosio e dell’ alimentazione che era in corso via flebo, il funzionamento dei dispositivi medici, o ancora altre possibili cause. Sarà utile anche chiarire chi era presente nel reparto alle 6 del mattino , impegnato a girare un video, impiegando tempo prezioso e senza allertare subito il personale”. PAZIENTE RICOPERTA DA FORMICHE: IL VIDEO Secondo De Luca “è doveroso difendere la dignità di Napoli , delle tante realtà di eccellenza nazionale e del lavoro straordinario sul piano della dedizione e professionalità posto in essere da migliaia di medici, infermieri e dipendenti delle nostre strutture. Per le aree di inefficienza, di sciatteria, o peggio, ancora presenti, si procederà con rigore assoluto”. “Vi sono situazioni anomale – aggiunge ancora – frutto di decenni di disorganizzazione e di mancato governo della nostra sanità. Basti pensare che solo all’ Asl Napoli 1 sono prendenti 160 provvedimenti disciplinari. Ricordiamo uno di questi casi: il primario che aveva chiuso arbitrariamente il suo reparto è stato sospeso per sei mesi dal servizio nelle more della conclusione del giudizio penale che potrà comportare anche il licenziamento. Ci si fermerà solo quando tutto il lavoro di riorganizzazione e di messa a regime del sistema sarà completata. Ci vuole coraggio e una determinazione ferrea , come sanno tutti quelli che conoscono la realtà di cui parliamo”. Consiglio regionale, il commento di Borrelli “Bene ha fatto il direttore generale dell’ Asl Napoli 1, Mario Forlenza, a intervenire tempestivamente per fare luce su quanto accaduto al San Giovanni Bosco e a sospendere il medico e i tre operatori sanitari che erano di turno i quali, evidentemente, sarebbero venuti meno alle loro funzioni di controllo e vigilanza della paziente”: così invece Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi ed esponente della commissione Sanità. “Questa vicenda – prosegue Borrelli – accende nuovamente i riflettori sulle gare d’ appalto per la pulizia degli ospedali che in diversi casi è assolutamente carente ed è oggetto di attenzione dei clan camorristici. Chiedo all’ Asl Napoli 1 di rivedere tutte le gare d’ appalto bandite e da bandire sospendendo gli esiti delle stesse e pretendo che gli standard qualitativi siano migliorati e monitorati con puntualità”. Intanto lo stesso Borrelli sta organizzando una raccolta fondi per permettere il rimpatrio , in Sri Lanka, della sfortunata protagonista della vicenda di malasanità. Ordine degli infermieri e Codacons “La sanità, soprattutto quella pubblica, deve avere un solo grande referente: il cittadino bisognoso di cure”. Così l’ Ordine degli infermieri partenopeo sulla vicenda. “Con la presa in carico dello stato di salute della persona – sono le parole di Ciro Carbone, presidente dell’ Opi Napoli – gli operatori sanitari tutti sono anche garanti della difesa della sua dignità di persona. Soprattutto in un momento di particolare fragilità fisica e psichica. Quando ciò non avviene, vuol dire che la sanità nel suo complesso e gli operatori hanno fallito “. Chiediamo un rapido e attento accertamento delle responsabilità e sosteniamo il delicato compito degli inquirenti a difesa e tutela dell’ ammalato, dei suoi diritti, di una sanità che abbia sempre il cittadino al centro del suo impegno clinico, sociale, umano – aggiunge Carbone – Da sempre gli infermieri hanno legato la propria missione professionale ai bisogni del cittadino-ammalato. E continueremo lungo questa strada. Come Ordine professionale siamo atterriti e indignatati per quanto successo e per come, a causa di questo deprecabile episodio, viene oggi rappresentata nel mondo la sanità a Napoli”. Durissima la nota del Codacons a proposito della sospensione dei medici e degli infermieri coinvolti, ritenuto un provvedimento non sufficiente. ”Non basta la sospensione di medici e infermieri: i responsabili del vergognoso episodio accaduto al San Giovanni Bosco di Napoli vanno licenziati in tronco – afferma la nota del suo presidente Carlo Rienzi – Tutti coloro per negligenza od omissioni hanno contribuito a lasciare una paziente ricoperta di formiche vanno licenziati con effetto immediato, mentre la Procura, cui domani invieremo il nostro esposto penale, deve aprire una inchiesta indagando anche i vertici della sanità campana e accertare le responsabilità di Asl e Regione”.

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