10 Dicembre 2013

Riconosciuti anche i parenti affini, le associazioni e tutti gli enti locali

Riconosciuti anche i parenti affini, le associazioni e tutti gli enti locali

UNA sforbiciatina alle parti civili, ma in sostanza, la gran parte di esse farà parte del processo. Lo ha stabilito il Collegio giudicante presieduto da Gerardo Boragine che ieri mattina, all’ apertura della terza udienza della strage, ha dato lettura del dispositivo che in maniera molto particolareggiata motiva le scelte del Collegio stesso. E nel dispositivo ci sono numerosi spunti interessanti. INTANTO sono legittimati a costituirsi parte civile – e quindi a richiedere un risarcimento alle società eventualmente ritenute responsabili – Comune, Provincia e Regione. Non soltanto – afferma il Collegio – per avere un risarcimento del danno patrimoniale, ma anche di quello non patrimoniale. Vale a dire il danno d’ immagine, ad esempio, derivato in conseguenza del disastro. «A prescindere dal merito – ha commentato il presidente della Provincia Stefano Baccelli – ci viene riconosciuto il diritto di chiedere un risarcimento anche per i danni morali. Non credo ad esempio che questo aspetto fosse stato considerato nei 15 milioni di euro che lo Stato aveva versato per ricostruire via Ponchielli». Anche le associazioni sindacali sono state accettate fra le parti civili in tutte le loro ramificazioni territoriali in quanto si riconosce come lesa la loro specifica attività imperniata sulla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. In tal senso, recependo le indicazioni del testo unico n. 81 del 2008 sulla Sicurezza e tutela dei lavoratori, il Collegio giudicante ha accettato anche la costituzione di parte civile dei rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, una figura tutta nuova istituita proprio dal testo unico. Vengono però esclusi i rappresentanti dei lavoratori della calabria, della Liguria, della Sicilia e di altre Regioni non direttamente coinvolte nell’ incidente. «Ci dispiace – ha detto Dante De Angelis, uno dei rappresentanti – che non siano stati accolti i colleghi di altre Regioni, ma in ogni caso questa è una decisione storica, perché per la prima volta vine consolidato un orientamento nuovo riconoscendoci il diritto di partecipare al processo e di contribuire così all’ accertamento della verità». FONDAMENTALE l’ apertura dei giudici agli affini, oltre che ai parenti stretti «perché – ha sottolineato l’ avvocato Riccardo Carloni – viene riconosciuto il diritto anche alle persone non conviventi, ma che pure avevano instaurato rapporti affettivi con le vittime dalla morte delle quali ne è derivato un oggettivo danno risarcibile». Mancano tali presupposti per il Collegio per alcuni cugini di due delle vittime che sono stati pertanto esclusi. Entrano a tutti gli effetti nel processo anche le associazioni, come il Matteo Valenti, come Medina democratica, come il Codacons, come la Croce Verde (in quest’ ultimo caso solo nei confronti della Cima Riparazioni, visto che Fs e Gatx hanno già risarcito l’ ente). Riconosciuto il diritto a prendere parte attiva al processo anche all’ Inail. «E’ una decisione importante – ha detto l’ avvocato Quartararo dell’ Inail – in quanto le difese hanno provato ad escluderci in tutte le maniere sostenendo che l’ Inail potrebbe accampare un diritto solo nei confronti del datore di lavoro delle vittime. Invece il Collegio ha scartato tale ipotesi ribadendo a chiare lettere che nella strage di Viareggio furono commesse delle irregolarità sul fronte della sicurezza dei lavoratori». pdg.

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