Ricevi il vaglia, paghi la “tassa“
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fonte:
- Leggo
Importo fisso di 2,50 euro per chi incassa in contanti.
Consumatori all?attacco. Le Poste: guerra al cash
Chi non paga, non può incassare. Questo il principio che sembra reggere la nuova norma del regolamento di Poste Italiane, per quanto riguarda i vaglia. Dal primo luglio, infatti, non si paga più solo per effettuarli – 5 euro – ma anche per incassarli. Il costo fisso, a prescindere dall?importo, è di 2,50 euro, ma solo per i pagamenti cash. Il servizio rimane gratuito per chi versi su conto bancario o BancoPosta.
«E? una vergogna – commenta Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – Si tratta di una vera tassa, che penalizza i consumatori meno abbienti, pensionati e studenti, che fanno largo ricorso ai vaglia per trasferimenti monetari. Non solo. Tutto è stato fatto senza l?adeguata pubblicità. Abbiamo chiesto il ritiro del provvedimento. Se non avverrà, ci rivolgeremo al governo».
Poste italiane, però, non sembra intenzionata a ripensarci: la decisione – spiegano – rientra nel più ampio programma per «favorire l`uso della moneta elettronica e degli strumenti di pagamento alternativi al contante, garantire sempre la sicurezza e aumentare la rapidità delle transazioni». A questo scopo, a fronte del costo per incassare il vaglia, «sono stati ridotti, da 5,16 a 2,5 euro i prezzi per l?emissione da internet per i correntisti Bancopostaonline e quelli del Vaglia veloce, da 10,33 a 10 euro».
In guerra contro l?azienda pure Adusbef e Codacons. «Per un vaglia di soli 10 euro – dice l?avvocato Gabriella Arcuri del Codacons – Poste italiane percepirebbe una commissione pari al 25% della transazione. E? un aggravio arbitrario e sproporzionato». Diffida, richiesta di intervento del ministero per le Comunicazioni e ricorso al Tar del Lazio le ?armi? del Codacons. La guerra è appena iniziata.
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