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12 Giugno 2013

Riceve lo sfratto e si lancia dalla finestra

Riceve lo sfratto e si lancia dalla finestra

 

savona Un disoccupato di 32 anni si è ucciso gettandosi dalla finestra di casa a Cairo Montenotte, piccolo centro del Savonese, dopo aver ricevuto l’ avviso che giovedì prossimo avrebbe dovuto lasciare l’ abitazione nella quale viveva con un fratello invalido e la madre pensionata. L’ uomo era originario di Uscio (Genova), ma da alcuni anni si era trasferito a Cairo con la famiglia per andare a vivere nella casa di proprietà di uno zio. L’ appartamento era stato ereditato da una signora che aveva lasciato i tre a viverci gratuitamente. In seguito la donna, che aveva anche aiutato economicamente la famiglia, aveva però improvvisamente cambiato idea e aveva fatto causa ai tre perché a suo dire, non le pagavano né le bollette né le spese condominiali. Nel gennaio scorso il Tribunale di Savona ha condannato i tre inquilini all’ immediato rilascio dell’ alloggio, al pagamento alla proprietaria di 450 euro mensili a partire dal 1 settembre 2010, ovvero dalla data dell’ occupazione. L’ ufficiale giudiziario si era già presentato una prima volta dalla famiglia, che aveva richiesto un rinvio di 15 giorni per poter effettuare il trasloco nel paese alle spalle di Genova, Uscio. Paese nel quale il suicida era proprietario di un appartamento. Il rinvio era stato concesso. Dal racconto dei vicini emerge il ritratto di una famiglia molto riservata. Qualcuno parla di problemi di gioco per l’ uomo che si è suicidato, ma per ora non ci sono conferme. Dalle indagini condotte dai carabinieri per escludere il coinvolgimento di terzi nella morte dell’ uomo, sono emerse le difficoltà del suicida a trovare una occupazione stabile. Così ieri mattina, in preda alla disperazione per l’ imminente sfratto, il 32enne ha deciso di farla finita e si è buttato dalla finestra di casa. Dal terzo piano del palazzo. Il corpo è finito nel giardino condominiale. I soccorritori del 118 e della Croce Bianca di Cairo hanno provato più volte a rianimarlo, ma ogni tentativo è risultato vano. «È una tragedia – ha commentato il sindaco di Cairo, Fulvio Briano, – l’ uomo e la sua famiglia avevano mantenuto la residenza nel Genovese e così il Comune aveva le mani legate perchè possiamo aiutare soltanto chi è residente». La vita dell’ intera famiglia ruotava da tempo attorno solo alla pensione d’ invalidità della madre e del fratello invalido. Il quartiere è quello denominato «Cairo 2», una zona particolarmente popolare nella quale vivono molti immigrati albanesi e romeni, ma anche famiglie di operai che avevano lavorato nelle industrie della Val Bormida. Dopo la tragedia, il senatore Pd, Massimo Caleo, ha chiesto che il Governo affronti l’ emergenza abitativa mentre Forza Nuova ha criticato l’ esecutivo reo si occuparsi di immigrati e di matrimoni gay e non invece di casa e lavoro. Alla luce dell’ ipotesi di istigazione al suicidio il Codacons sta preparando un esposto alla Procura della Repubblica di Savona: «È l’ ennesimo dramma causato dal grave stato di difficoltà economica in cui versano le famiglie – ha scritto in una nota l’ associazione -, vogliamo sapere se in questa tragedia vi siano responsabilità di altri soggetti, pubblici o privati».

filippo manfredini

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