17 Marzo 2019

Ricciardi volle il medico esperto in bufale

la rivista «the lancet» ha ritirato uno studio di piero anversa, specializzato in cellule staminali. motivo: «i risultati erano falsati» l’ ex presidente montiano dell’ istituto sanitario, che accusò il governo di posizioni antiscientifiche, affidò a lui un incarico pubblico
Antonio GrizzutiQualcuno smania per vederli al governo, eppure anche i competenti nel loro piccolo s’ impacciano. Quello del professor Piero Anversa, medico italiano naturalizzato statunitense ed esperto di cellule staminali, sembra più il classico caso del lupo che perde il pelo ma non il vizio. Venerdì l’ autorevole rivista scientifica The Lancet, uno dei cinque periodici di maggiori impatto in ambito medico a livello mondiale, ha annunciato di aver ritirato uno studio pubblicato nel 2011 che vede tra i firmatari proprio il professor Anversa, ai tempi docente all’ Università di Harvard. Nel 2014 la redazione di The Lancet aveva avviato su questo documento un’ indagine volta ad accertare la veridicità dei risultati. La motivazione del verdetto negativo, spiegano dalla rivista, risiede nel fatto che «il lavoro di laboratorio intrapreso da Piero Anversa e dai colleghi di Harvard non può essere ritenuto affidabile». Tradotto dal pacato gergo scientifico: Anversa ha truccato i risultati dell’ esperimento. Diversamente da quanto sostenuto nel paper del 2011, le cellule staminali cardiache impiegate dai ricercatori (le cosiddette «c-kit +») in realtà non possiederebbero alcuna capacità rigenerativa.Uno spiacevole episodio, potrà pensare qualcuno. E invece per Anversa non si trattava della prima volta. Lo scorso ottobre fece notizia la richiesta di ritirare ben 31 pubblicazioni recanti la firma del medico italoamericano, scaturita a seguito di un’ approfondita indagine interna della Harvard medical school e dal Brigham and Women’ s hospital. Secondo l’ analisi dei revisori, gli studi segnalati contengono infatti «dati falsificati e/o inventati». Un’ accusa grave e particolarmente infamante per qualsiasi scienziato, ancora più grave se a carico di personalità del suo calibro. ricorso respintoNel 2014, la rivista Circulation aveva ritirato un’ altra pubblicazione firmata, tra gli altri, dallo stesso Anversa e dall’ italiana Annarosa Leri, anche lei docente ad Harvard. Una vicenda che aveva avuto pesanti ripercussioni legali: Anversa e Leri avevano infatti mosso causa nei confronti del proprio datore di lavoro per avere informato i media dell’ indagine interna. I due lamentavano infatti di aver perso un’ occasione di lavoro presso l’ Università di Miami e il Mount Sinai hospital. Tuttavia, nel 2017 il ricorso dei due accademici era stato respinto e il Dipartimento di Giustizia americano aveva condannato il Brigham a restituire al governo 10 milioni di euro, dal momento che i ricercatori si erano avvalsi di fondi pubblici per portare avanti la loro ricerca. Anche se il comportamento di questi scienziati può apparire esecrabile, c’ è davvero poco di cui stupirsi. Secondo uno studio condotto da John Ioannidis nel 2005, la maggior parte dei risultati contenuti nelle ricerche pubblicate sarebbero falsi. Nel 2013 l’ Economist ha dedicato la copertina e un lungo speciale per spiegare «come la scienza sbaglia», mentre esiste un portale accessibile a tutti (www.retractionwatch.com) contenente un motore di ricerca per scovare le pubblicazioni ritirate.Non deve meravigliare nemmeno il fatto che, a seguito di queste vicende, Piero Anversa e Annarosa Leri siano stati rimossi dai rispettivi incarichi ricoperti ad Harvard e presso il Brigham. La cosa scandalosa semmai è che a gennaio del 2018, dunque successivamente alla scoperta dei «brogli» scientifici, l’ Istituto superiore di sanità deliberava la nomina di Anversa e della Leri in qualità di esperti in materia di ricerca del ruolo delle cellule staminali, rispettivamente, nelle terapie del diabete e in quelle cardiovascolari. La selezione era partita a settembre del 2017 e dopo una ricognizione interna volta a ricercare professionalità idonee terminata con esito negativo, la commissione composta da tre dirigenti dell’ Iss aveva promosso i due candidati con «giudizio di eccellenza». La deliberazione, presente sul sito dell’ Iss e facilmente rintracciabile su internet, reca in calce la firma dell’ allora presidente Walter Ricciardi. Il quale, interpellato a suo tempo in merito, ha dichiarato che i due hanno sì partecipato alla selezione specificando però che «questa è ancora in corso e nessuna decisione finale è stata ancora presa». Una difesa deboluccia, anche perché fino a prova contraria nessun atto ufficiale dell’ Iss smentisce l’ assunzione (con un contratto di due o tre anni) di Anversa e della Leri. Possibile che, prima di dare il bollino verde all’ ingresso di questa sorta di Bonnie e Clyde della ricerca medica in una struttura pubblica, la commissione abbia chiuso tutte e due gli occhi davanti ai clamorosi falsi?porta sbattutaNel frattempo, Ricciardi se n’ è andato dall’ Iss sbattendo la porta in pieno clima da spoils system, accusando il governo gialloblù di posizioni antiscientifiche. Lasciando senza risposta gli interrogativi circa il presunto conflitto di interessi per le consulenze fornite alle case farmaceutiche, denunciate dal Codacons e oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Nerina Dirindin.

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