3 Luglio 2003

«Riavrete i punti patente»

«Riavrete i punti patente»

Nuovo Codice.
Lunardi: «Sulle prime multe il giudice darà ragione agli automobilisti»




Roma. Lunedì scorso, prima che la legge che dà il via libera al nuovo codice della strada fosse pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, siete passati con il semaforo rosso, il vigile vi ha pizzicati e, oltre a sfilarvi la regolamentare quota di punti, vi ha anche appioppato una delle nuove super – multe? Ebbene, vi stanno fregando: ribellatevi, ricorrete al tribunale: «Deciderà il giudice», e con ogni probabilità «il giudice darà ragione al riccorente». Potete contarci, dal momento che tanto il suggerimento arriva nientemeno, dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, rispondendo ieri al Question Time: «Dipende dalla data in cui è entrata in vigore la Gazzetta Ufficiale. Da quando è pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto in vigore, è tutto normale.
Il ministro: «Decidano i giudici»
Purtroppo c`è stato questo ritardo tecnico della pubblicazione e le persone che sono state multate prima dell`estrata in vigore possono fare ricorso al giudice. Comunque è una questione sulla quale decidono i giudici, non è un problema che riguarda il dicastero».
Quanto ai punti indebitamente sottratti agli automobilisti nelle prime ore di applicazione del decreto sul codice della strada, Lunardi fa sapere che è in corso una valutazione con il ministero dell`Interno per vedere se e con quali modalità possono essere restituiti. «Quello che stiamo valutando con il ministero – ha detto Lunardi – è se e con quali modalità si possa rivedere l`applicabilità del sistema di sottrazione dei punti della patente relativamente alle infrazioni rilevate nelle prime ore di applicazione del decreto. A ogni modo osservo che la detrazione dei punti può eseguirsi solo dopo che la contestazione sia diventata definitiva con il pagamento della sanzione o con l`esaurimento di eventuali rimedi amministrativi o giurisdizionali o per il decorso dei termini per ricorrere».
E mentre riconosce, pur chiamandosene fuori, il gran pasticcio provocato dall`intempestivo via libera alle nuove norme, Lunardi traccia tuttavia un bilancio positivo dell`entrata in vigore del nuovo provvedimento: «Gli italiani – dice – hanno recepito questo nuovo decreto con una certa serenità e consapevolezza. Oggi bisogna essere più responsabili nel guidare perchè si volta pagina. Ritengo che nel complesso i risultati suono buoni».
«La polizia non castighi gli utenti»
Il ministro aggiunge che «c`è voluto un po` di coraggio, nel senso che erano anni che non si riusciva a partire. Noi lo abbiamo fatto», si compiace, trascurando di rimarcare che una guida saggia imporrebbe, però, di non partire in quarta con troppa precipitazione.
Ma il ministro non intende strafare: «Gli utenti – aggiunge – vanno aiutati, non castigati. Per questo, ho detto che nei primi giorni di entrata in vigore del nuovo codice la polizia stradale deve fare opera di assistenza nei riguardi degli automobilisti, non castigarli».
Ìnfine Lunardi ha specificato cxhe gli organi accertatori che non siano ancora collegati con la banca dati del Ced dell`anagrafe degli automobilisti, «possono utilizzare la rete internet» allo scopo di trasmettere i dati relativi al sistema sanzionatorio a punti.
La Lega annuncia emendamenti
Critici nei confronti del decreto anche i leghisti. «La Lega Nord si riserva la possibilità di intervenire in commissione, attraverso la presentazione di emendamenti, sulla patente a punti, le cui norme appaiono sproporzionate tra loro e con un grado di discrezionalità interpretativa troppo elevato», ha annunciato Andrea Gibelli, responsabile dei trasporti, durante il question time alla Camera sulla patente a punti.
Il Codacons intanto, che alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale, sostiene che le multe del 30 giugno, cioè del giorno di entrata in vigore delle nuove disposizioni sul codice delle strade, «non sono valide» e per questo giudica «ancora più grave il silenzio del ministro Pisanu». La pronuncia alla quale fa riferimento l`associazione consumatori risale al 1988: in quell`occasione, ricorda il Codacons, la Corte affrontava la questione dei criteri ai quali misurare l`«inevitabilità dell`errore sul divieto» e dunque l`«esclusione della colpevolezza». In quell`occasione i giudici scrivevano che «l`errore sul precetto è inevitabile nei casi d`impossibilità di conoscenza della legge penale da parte d`ogni consociato».
Il Codacons si appella alla Consulta
«Forse il ministro Pisanu – conclude il Codacons – preferisce fa avviare migliaia di cause da parte degli automobilisti anziché prendere una decisione che sarebbe comunque inevitabile vista la pronuncia della Corte Costituzionale».
Le vacanze appena iniziate saranno un banco di prova per gli automobilisti e per la polizia. Vedremo se gli italiani saranno più bravi di chi applica le leggi.

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