8 Giugno 2020

Riapre tutto tranne i centri per disabili. L’appello delle famiglie alla Regione Lazio

 

Mary Tagliazucchi Il Codacons e l’associazione Articolo32 hanno presentato una istanza urgente al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affinché siano riaperti subito i centri per disabili presenti sul territorio regionale.

Mai come in questo momento infatti – anche a causa del lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19- le famiglie si sono ritrovate ad affrontare, da sole, le situazioni di disabilità, potendo unicamente attivare, a richiesta, l’assistenza domiciliare per le situazioni indifferibili. Come è noto il Decreto del 17 marzo scorso ha previsto la chiusura dei centri diurni semiresidenziali dedicati alle persone disabili, attivando gli interventi domiciliari. Successivamente, il Dpcm del 26 aprile 2020, all’art. 8 ha demandato alle Regioni la riattivazione dei centri dedicati alle persone disabili e la Regione Lazio, con Deliberazione dell’8 maggio 2020, ha adottato il “Piano territoriale per la riattivazione delle attività socio assistenziali” erogate all’interno o da parte di centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilità, che prevede una graduale ripresa delle attività dei centri.

“La Regione Lazio ha riaperto barbieri, parrucchieri, estetisti e tutto il resto ma non riapre immediatamente i centri di cura dei disabili che, a quanto pare, possono ancora attendere che qualcuno si ricordi di loro. Una cosa totalmente assurda e folle. La gente ora va regolarmente a fare le visite mediche in tutte le cliniche e ospedali e quindi, cosa impedisce che anche i disabili possano andare a fare la riabilitazione nei centri dove prima erano soliti andare? Da settimane questi centri sono in attesa delle direttive relative alla riapertura. Ma ad oggi ancora non si sa nulla.” ha dichiarato al Il Tempo il vicepresidente del Codacons, Carlo Rienzi.

E, come riportato sul comunicato stampa diramato ai media dall’associazione di consumatori “Il piano previsto dalla Ragione Lazio, tuttavia, non consente ancora oggi una riapertura totale dell’attività, seppur nel rispetto delle norme sanitarie e delle misure di prevenzione – denunciano Codacons e Articolo32 – A seguito di presentazione di progetto e di nulla osta della Asl, è possibile infatti riaprire solo parzialmente le strutture, con frequentazione da parte di gruppi composti da 2/3 utenti, al fine di ”verificare sul campo l’effettiva fattibilità di una ripresa delle attività”. Le esigenze di sostegno alle famiglie nelle quali sono presenti soggetti con disabilità impongono alla Regione Lazio la riapertura a pieno regime dei servizi assistenziali dedicati ai disabili, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.”

Per questo Codacons e Articolo32 hanno presentato una istanza in cui chiedono alla Regione Lazio di voler procedere ad attuare l’apertura a pieno regime dei centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario, adottando ogni opportuno provvedimento in tal senso.

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