Riapre l’ufficio postale ma serve anche altro
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ORIA. Finalmente è arrivata la conferma: l’ufficio postale di piazza de Jacobis. «Prendiamo atto con soddisfazione che Poste Italiane ha deciso di accogliere le sollecitazioni pervenute da più parti – afferma Mario Sartorio, respondabile Codacons -. Abbiamo riconosciuto la necessità della chiusura di tanti uffici pubblici, quello che non si è capito è perché Poste Italiane ci abbia messo tanto a riaprire». «Le sollecitazioni, lettere, telefonate e tutto quello che si è potuto fare – aggiunge Sartorio – è stato certamente utile ed è servito soprattutto a tenere viva l’attenzione su un problema che riguardava tutta la cittadinanza. Poste Italiane ha seguito una sua precisa strategia aziendale, certamente discutibile, ma una sua precisa strategia aziendale. Lo conferma la lettera inviata all’amministrazione comunale dove, tra l’altro si legge testualmente: ” ……Poste Italiane continuerà ad incrementare l’offerta dei servizi su tutto il territorio nazionale e, nello specifico, tra il 18 gennaio e il 15 febbraio procederà con ulteriori riaperture e potenziamenti delle giornate e orari di apertura al pubblico di alcuni Uffici Postali”. Ho sottolineato questo passaggio della lettera di Poste Italiane, proprio per significare che non ci sono medaglie da apporre al petto di nessuno. Così come era avvenuto in occasione dell’avvio della campagna promozionale annunciata e poi regolarmente avviata da 2iretegas nell’anno 2020 per l’allaccio alla rete metano. Quindi nessuno tenti di prendersi meriti che non ha. Piuttosto vogliamo inoltrare due istanze: una all’amministrazione comunale e l’altra a Poste Italiane. Il covid continuerà probabilmente a martoriarci per chissà quanto tempo ancora per cui ci rivolgiamo all’amministrazione comunale perché prenda in considerazione la possibilità di costruire una pensilina all’esterno dell’ufficio postale di via Frascata, estesa dall’ingresso sino al punto in cui è collocato il postamat. Non so se la costruzione della pensilina spetti al comune, in quanto proprietario dell’immobile a Poste Italiane in quanto affittuario. Ricordo che al tempo venne stabilito un canone relativamente basso proprio per la funzione pubblica che Poste Italiane doveva svolgere. A chiunque dei due tocchi sarebbe opportuno che la pensilina venga comunque costruita. La seconda istanza è rivolta a Poste Italiane perché voglia installare un altro postamat presso l’ufficio postale di piazza de Jacobis in aggiunta a quello già esistente presso l’ufficio di via Frascata».
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