29 Ottobre 2014

Riappare il ponte: 1,3 miliardi nel Def M5s e Wwf: “Governo chiarisca subito”

Riappare il ponte: 1,3 miliardi nel Def M5s e Wwf: “Governo chiarisca subito”
L’
opera sullo Stretto ritorna nel Documento di economia e finanza. Sel,
Codacons e ambientalisti: “Stanziamento ingiustificato, con quei soldi
si aiutino le famiglie del Sud in difficoltà”. I 5 stelle: “Regalo alla
mafia”

 

ROMA – Riappare il ponte sullo Stretto di Messina, con l’ introduzione nel Def (Documento di economia e finanza) del progetto e oltre un miliardo di euro destinato alla sua realizzazione. Insorgono il M5s (“La mafia ringrazia”), il Codacons e il Wwf. “Non si capisce a quale titolo – dice l’ associazione ambientalista, richiamandosi a una denuncia lanciata da Sel – compaia nell’ aggiornamento al Def oltre un miliardo di euro destinato al ponte”. “E’ da tempo che vengono accreditati dai media contatti tra il presidente del Consiglio Renzi e i vertici dell’ ormai sciolta Stretto di Messina – continua il Wwf -, le indiscrezioni sulla riapertura del ‘file’ del ponte sarebbero giustificate in ambito governativo dal rischio di penali, ma non è così: noi sappiamo che alla luce dei rapporti contrattuali tra Società Stretto di Messina e il General contractor non esiste alcuna penale da pagare e pertanto l’ investimento di oltre un miliardo di euro è assolutamente ingiustificato”. Il Wwf ricorda la lettera inviata al premier insieme alle altre Associazioni Fai, Legambiente, Italia nostra e Man, il 3 ottobre scorso in cui si richiamava che “nel contratto 2006 e nell’ atto aggiuntivo del 2009 non c’ è alcun meccanismo che faccia scattare le penali nell’ assenza di un progetto definitivo che sia completo delle integrazioni richieste a conclusione della procedura di Valutazione di impatto ambientale e di una decisione del Cipe”. Anche per il Codacons il governo deve fornire chiarimenti urgenti sullo stanziamento di quasi 1,3 miliardi di euro per il ponte, o la Corte dei conti sarà chiamata a indagare sull’ ennesimo caso di utilizzo “fantasioso” di soldi pubblici. Lo afferma il Codacons, intervenendo in merito alla nota collegata al Def nella quale spunta un finanziamento di 1.287.324.000 euro per l’ opera bloccata dal governo Monti. “Da una parte il premier Renzi pensa di trovare risorse ricorrendo all’ aumento dell’ Iva e delle accise sulla benzina inserendo clausole di salvaguardia che danneggiano pesantemente le famiglie, dall’ altro sembra voler stanziare una cifra abnorme per un’ opera dalla controversa utilità, che non migliorerà certo le condizioni economiche dei cittadini del sud Italia – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Ci aspettiamo una smentita urgente del governo su tale finanziamento; in caso contrario sarà inevitabile un ricorso alla Corte dei conti per fare luce sul corretto utilizzo dei soldi pubblici. Con questi 1,3 miliardi di euro il governo avrebbe potuto aiutare le famiglie calabresi e siciliane in difficoltà, considerando che proprio in queste due regioni si registra il più elevato tasso di povertà d’ Italia”.

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