27 Luglio 2011

Rialzo benzina per l’esodo

ROMA – Le famiglie italiane che si preparano all’ esodo di agosto dovranno fare i conti con l’ ennesimo record della benzina, che vola oltre 1,64 euro portando il costo di un pieno a oltre 82 euro, contro i circa 70 di un anno fa. Rincari «insostenibili», tuonano le associazioni dei consumatori, che mettono nel mirino non solo le compagnie petrolifere, ma anche il governo, con le ultime decisioni sulle accise. A mettere mano ai listini, rompendo una tregua che andava avanti da una decina di giorni, è stata ieri la Ip, con un aumento di un centesimo sia sulla verde che sul gasolio: la benzina è quindi arrivata a 1,641 euro al litro, mentre il diesel ha toccato quota 1,523 euro. Si tratta dell’ ennesimo record, almeno nominale, che certamente renderà più problematico l’ imminente esodo di agosto: mettendo infatti nel conto almeno due pieni per ogni famiglia se ne andranno, per un’ auto di media cilindrata, circa 165 euro, 25 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2010. E questo solo per le vacanze, perchè se si calcola la stangata per l’ intero anno, Adusbef e Federconsumatori fanno notare che l’ aggravio sarà di 165 euro per ogni automobilista. Il prezzo raggiunto, spiegano le due associazioni, non è stato «mai raggiunto, nemmeno quando il petrolio si attestava al record di 147 dollari al barile (allora la benzina era venduta a 1,56 euro al litro). Le responsabilità di questi rincari inauditi non sono solo delle compagnie petrolifere, che applicano il meccanismo della doppia velocità come se fosse una pratica ormai del tutto legalizzata. I centesimi di troppo, infatti, sono ancora 6-7 al litro. A peggiorare notevolmente la situazione ha contribuito anche l’ improntitudine del Governo, che da un lato ha aumentato le accise per ben due volte, per un totale di +6 cent e, dall’ altro, tagliando i trasferimenti alle regioni, le sta spingendo ad aumentare anche le addizionali regionali di circa +3 centesimi (come disposte recentemente dalla Regione Piemonte)». La maggiorazione totale è dunque «di oltre 12 cent (15 nelle regioni che hanno disposto l’ aumento)». Il Codacons se la prende invece soprattutto con le compagnie petrolifere, che «speculano sulle vacanze degli italiani», visto che «bastano 2 centesimi di euro in più per incamerare 20 milioni di euro».

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