12 Ottobre 2021

Rialzi da primato per i carburanti, quanto pesa la stangata?

Rialzi da primato per i carburanti. Di nuovo. Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,713 euro al litro per la benzina, a 1,567 euro per il gasolio e a 783 euro per il Gpl.

Il metano aumenta ancora e arriva a toccare punte di oltre 1,8 euro al kg – ma dipende dai punti vendita, in autostrada si sfiorano i 2 euro al kg, in alcuni distributori vengono segnalati prezzi ancora più alti.

Le associazioni dei consumatori continuano a denunciare quanto i rialzi record sui carburanti pesino sui bilanci delle famiglie. Dall’inizio dell’anno, stima l’Unione Nazionale Consumatori, un pieno di benzina è aumentato di oltre 13 euro, uno di gasolio di oltre 12 euro. Per il Codacons si parla di ricadute annuali che sfiorano le 400 euro a famiglia.
Secondo l’elaborazione diffusa oggi da Quotidiano Energia, oggi ci sono ancora aumenti sui prezzi raccomandati di benzina e diesel: Eni li alza di 1 centesimo, IP sale invece di 2 centesimi. Sempre IP ha ritoccato all’insù di 3 centesimi i prezzi raccomandati del Gpl.

In media, il prezzo nazionale della benzina in modalità self è di 1,718 euro/litro con i diversi marchi compresi tra 1,711 e 1,728 euro/litro mentre il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, rimane a 1,576 euro/litro con le compagnie posizionate tra 1,570 e 1,588 euro/litro. Sul servito, il prezzo medio della benzina cresce a 1,853 euro/litro con punte fino a 1,927 euro/litro mentre la media del diesel va a 1,720 euro/litro con punte di 1,791 euro/litro.

I prezzi praticati del Gpl, dice ancora Quotidiano Energia, vanno da 0,797 a 0,809 euro/litro. Aumenta anche il prezzo medio del metano auto, che si posiziona tra 1,465 e 1,809.
UNC: rialzi settimanali da primato

Sono rialzi settimanali da primato, commenta l’UNC, che fanno parlare di “autunno caldo sul fronte dei prezzi dei carburanti”.

«Il Governo deve intervenire immediatamente riducendo le accise – dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – La benzina, arrivando a 1,713 euro al litro, segna un incremento settimanale pari a 1 euro e 31 cent per un pieno da 50 litri, un nuovo record dal 13 ottobre 2014, ossia esattamente 7 anni fa, quando svettò a 1718 euro al litro; il gasolio, toccando i 1,567 euro al litro, eguaglia il valore massimo del 22 ottobre 2018, 3 anni fa, mentre per il Gpl, ora a 783 euro al litro, bisogna tornare addirittura al 10 marzo 2014 per trovare un valore più alto, 789 euro al litro. In un anno il Gpl è più caro del 32,3%».

Il pieno è aumentato di quasi il 19% dal solo mese di gennaio.

«Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, ossia in poco più di 9 mesi, un pieno da 50 litri è aumentato di 13 euro e 58 cent per la benzina e di 12 euro e 40 cent per il gasolio, con un rialzo, per entrambi, del 18,8%. Su base annua è pari a un rincaro ad autovettura pari a 326 euro all’anno per la benzina e 298 euro per il gasolio», prosegue Dona.

In un anno, quindi da ottobre 2020, «un pieno da 50 litri costa 16 euro e 22 cent in più per la benzina e 15 euro e 31 cent in più per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 23,4% e del 24,3%. Un balzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 389 euro all’anno per la benzina e a 367 euro per il gasolio».
Codacons: stangata da 390 euro l’anno

I rialzi da primato significano una stangata da 390 euro l’anno a famiglia solo per il maggior costo del rifornimento, prosegue a sua volta il Codacons. Senza contare le ripercussioni sui prezzi al dettaglio.

«Oggi benzina e gasolio costano rispettivamente il 23,4% e il 24,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020 – dice il presidente Carlo Rienzi – Un rincaro che si ripercuote non solo sui costi di rifornimento ai distributori, ma sui listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti che risentono del rialzo dei carburanti. Basti pensare che in Italia l’85% della merce trasportata viaggia su gomma, e i costi di trasporto incidono sui prezzi finali praticati ai consumatori – prosegue Rienzi – Per tale motivo rivolgiamo oggi un appello al Premier Draghi affinché, dopo le bollette di luce e gas, intervenga anche su benzina e gasolio, tagliando le accise anacronistiche che ancora oggi gravano sui carburanti e riducendo l’Iva».

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