27 Giugno 2018

Revisione estimi. «Ora qualcuno dovrà pagare»

quello che potrà azzerare l’ operazione è atteso per ottobre dal consiglio di stato
«Il riclassamento degli estimi catastali era apparso fin da subito illegittimo, qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità politica del caos che si è venuto a creare in questi otto anni». Ad intervenire sulla sentenza della Cassazione è Adoc, associazione di consumatori presieduta a Lecce da Alessandro Presicce. È duro il suo commento sul tema. «Oggi gli amministratori dell’ epoca e i dirigenti dovrebbero quantomeno assumersi la responsabilità politica della confusione e disparità di trattamento che ne sono conseguiti -incalza- e dei soldi pubblici e privati che sono stati spesi per porre riparo a questa questione». Secondo Adoc, insomma, il Comune avrebbe sì potuto aumentare le rendite, ma solo a seguito di una puntuale e concreta verifica di ogni singola zona della città, differenziando il riclassamento per ognuna di esse. Così non è stato e si è proceduto sulla base di presupposti secondo i giudici «insufficienti ed errati» che hanno spaccato in due il capoluogo. La conseguenza? Un aumento indiscriminato del 20% circa di tutte le tasse legate proprio agli estimi: Tasi, Imu, Irpef. «La Suprema Corte -spiega ancora Presicce- ha definitivamente affermato che le zone soggette ad un eventuale e motivato aumento, sulla base ad esempio del miglioramento degli standard urbanistici o dei servizi, devono essere puntualmente esaminate e ben circoscritte. Tali zone devono essere appunto micro-zone, come dice la Legge, cioè relativamente piccole e soprattutto omogenee». L’ auspicio, lo stesso per tutte le associazioni di categoria, è che il Consiglio di Stato, il cui giudizio è atteso per ottobre, possa fare giustizia anche per i tanti cittadini che non hanno potuto presentare ricorso singolarmente. Intanto, oltre al Codacons, anche Adoc e Adusbef si dicono fiduciose. Laddove i giudici di Palazzo Spada dovessero esprimersi favorevolmente sul ricorso, la procedura sarebbe azzerata per tutti i leccesi in ugual modo. «C’ è da sperare – rilevano l’ avvocato Maurizio Villani e Giovanni D’ Agata presidente dello Sportello dei Diritti – che questa sia la prima sentenza favorevole della Corte di Cassazione anche se, a differenza di quanto accaduto con la causa in questione nella quale, anche senza alcuna attività difensiva del contribuente nella sede di legittimità, è stata dichiarata l’ inammissibilità del ricorso dell’ Agenzia delle Entrate, è notizia dei giorni scorsi che numerosi fascicoli sono stati richiesti dalla cancelleria di Piazza Cavour alla Commissione Tributaria Regionale di Bari Sezione di Lecce. Ciò, purtroppo, lascia presagire che la vicenda sia tutt’ altro che conclusa in sede giudiziale e che molti dei ricorsi pervenuti in Cassazione verranno comunque discussi». E.Fio.

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