Revisione estimi e tasse aumentate: caso alla Consulta
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Estimi catastali: la questione è stata rimessa dalla commissione tributaria regionale del Lazio alla Corte costituzionale. Nell’ ordinanza a firma del consigliere Raffaele Prosperi, infatti, si ipotizza la violazione degli articoli 3, 53 e 97 della Costituzione italiana. Così, a pochi mesi dalla discussione in Consiglio di Stato del ricorso presentato dagli avvocati delle associazioni dei consumatori l’ udienza è fissata al 26 ottobre prossimo e vi parteciperanno i legali Luisa Carpentieri e Piero Mongelli – una nuova opportunità si delinea all’ orizzonte dei leccesi. Perché se la Consulta darà ragione ai consumatori e ai giudici delle commissioni tributarie che, numerosi, si sonocostituiti contro l’ Agenzia delle Entrate ritenendo illegittimo l’ aumento degli estimi, si potrebbe assistere nel giro di qualche mese a una riduzione delle tasse legate alla casa, dunque Ici, Imu, Tasi e tasse di compravendita. A Lecce a fare ricorso alla commissione tributaria sono stati 6.600 cittadini. Migliaia di cause che hanno determinato una situazione di diseguaglianza profonda, fra chi poteva permettersi il ricorso, e quindi ottenere l’ annullamento dell’ aumento degli estimi e delle tasse, e chi, invece, no. «Il desiderio dei Comuni di mettere le mani nelle tasche dei cittadini – scrive il Codacons – è stato fermato dalla ferma e generale opposizione delle persone e delle associazioni dei consumatori e dei proprietari di casa». Palazzo Carafa, così, fece un passo indietro, aderendo al ricorso al Tar dei consumatori. Oggi la commissione tributaria regionale di Roma ha rimesso l’ intera questione alla Corte Costituzionale ipotizzando che l’ articolo 1 comma 335 della Legge 30 dicembre 2004, numero 311 – in base al quale la Giuta di Lecce ha ordinato all’ Agenzia il riclassamento degli estimi – violi la Carta Costituzionale. Ad attaccare l’ amministrazione su questa vicenda, è Luisa Carpentieri del Codacons, candidata con Lecce Città Pubblica e Carlo Salvemini sindaco: «Il Comune ha deciso di non ascoltare nessuno e di procedere a un ingiustificato ed ingiustificabile aumento del classamento degli immobili praticamente di tutta la città. Solo grazie alla ferma opposizione sociale e legale operata sul territorio comunale dalle associazioni dei consumatori e dei proprietari di casa si è riusciti da un lato a calmierare i costi dei ricorsi e dall’ altro a difendere i cittadini da un ingiustificabile sopruso». In campo, al fianco dei cittadini in questa battaglia ci sono, insieme a Mongelli e Carpentieri, gli avvocati Leonardo e Maria Leo, Chiara Balzani, Daniele Im bò, Antonio Tanza, Carlo Fumarola, Luigi De Giorgi, Cristian Marchello, Giuliana Bartiromo, Alessandro Presicce e l’ ingegnere Vincenzo Mele. P.Anc. Apre a Lecce Officina Informatica Solidale. Si tratta di un vero e proprio laboratorio informatico aperto a tutti e in cui si potranno riparare gratuitamente, sotto la guida di esperti tecnici, computer e periferiche attingendo da pezzi di ricambio rigenerati. È il progetto pilota dell’ assessorato alle Politiche Ambientali che sarà attivo a partire da oggi – ogni martedì, mercoledì e giovedì dalle 16 alle 20 – presso la Chiesetta Balsamo, nel rione San Pio. Il progetto che nasce da un’ idea dell’ assessore Andrea Guido deriva da Socialmente Reuse, e intende offrire ai leccesi la possibilità di prolungare la vita dei propri hardware informatici attraverso il riutilizzo di componenti recuperati da postazioni vecchie e in disuso. Avvalendosi degli esperti dell’ associazione di promozione sociale Sociale network, è teso quindi a contrastare e superare la cultura dell’ usa e getta, a promuovere il re -impiego ed il riutilizzo di computer usati, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da ridurre la quantità di rifiuti da avviare a trattamento/smaltimento e promuovere, al contempo, la strategia delle “tre erre”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. «Ogni anno sono davvero tante le postazioni informatiche che finiscono tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – commenta l’ assessore Guido – Scuole, enti pubblici, studi professionali, aziende di ogni tipologia e privati cittadini, vittime della forte tendenza consumistica che caratterizza questo comparto dell’ economia, si disfano frettolosamente dei propri hardware informatici danneggiati, superati e in disuso, o spendono notevoli cifre per la riparazione e l’ acquisto dei pezzi di ricambio e per gli interventi tecnici. Aumentando di fatto il quantitativo dei dispositivi informatici da avviare al ciclo dei rifiuti – conclude – Non si tratta solo di Raee, tipologia che gode di una propria filiera, ma anche di rifiuti speciali e ingombranti nel momento in cui le postazioni multimediali vengono, come si suol dire, cannibalizzate. Era da tempo che preparavamo questo progetto. Ci sono voluti un paio d’ anni per intercettare le postazioni in disuso che serviranno per i pezzi di ricambio e per richiederne e ottenere la donazione in favore dell’ associazione dei ragazzi prima che venissero conferiti come rifiuti. Ora si può partire».
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