9 Gennaio 2011

Rette e bollette, un salasso “La sinistra taglieggia le famiglie”

SE IL BUONGIORNO si vede dal mattino, l’ ‘ alba’ del 2011 non lascia di certo ben sperare. Nella calza della Befana, i modenesi hanno trovato, infatti, soltanto dei rincari, dalle bollette alle rette, ai trasporti. Per questo il Pdl ha ‘ punito’ (virtualmente) l’ amministrazione con un bel sacco di carbone. A far insorgere l’ opposizione, già ben ‘ allenata’ quando si parla delle nostre tasche, è stata la storia, pubblicata ieri dal Carlino , di una coppia di giovani genitori che pagano quasi 900 euro per mandare i loro due figli al nido quando ne guadagnano sì e no 2.500. «Roba da ricchi», sentenzia Andrea Leoni, consigliere regionale e comunale del Pdl. Certo, con grossi sacrifici forse ci si può riuscire a difendere con le unghie e con i denti il posto del proprio bambino all’ asilo. Ma come la mettiamo se ci aggiungiamo l’ inflazione aumentata dell’ 1,1 per cento, il riscaldamento del 12, la tariffa dell’ acqua del 5 e i rifiuti del 4,5? Tutti dati che Leoni evidenzia col pennarello rosso rimandando la giunta al secondo quadrimestre. «In un momento di crisi come questo – spiega – il Comune dovrebbe destinare i soldi delle tasse dei modenesi valutando accuratamente le vere necessità senza cedere alla logica delle spese ideologiche». E qui la ‘ frecciatina’ è per quella famosa consulenza da 36mila euro…. Detto in modo ancora più esplicito, «alla giunta non interessa un bel nulla dei problemi dei cittadini». La dimostrazione? Per Leoni sta nella bocciatura dei due ordini del giorno con i quali aveva chiesto il blocco della tariffa dei rifiuti. «Tutti i super-aumenti sono stati decisi dalla sinistra». Una sinistra che «taglieggia» le famiglie modenesi, quando invece si dovrebbe «indignare». Il consigliere regionale del Pdl, Enrico Aimi, guarda i problemi da un’ altra prospettiva. Se, infatti, i modenesi pagano tanto per le rette agli asili è perché per «una famiglia pagante ce n’ è una che non paga», dice tirando in ballo i flussi migratori di nuovi poveri, «da frenare prima che salti tutto il sistema assistenziale e che la classe media scivoli in quella povera». Diversa ancora la riflessione del consigliere provinciale Ghelfi che parla di aumenti cronici colpa della gestione politica. «Il welfare così com’ è, senza l’ ingresso di privati, senza un serio coinvolgimento di tutte le forze del volontariato, non può reggere all’ impatto». L’ allarme rincari era stato lanciato, nei giorni scorsi, anche dal Codacons che ha parlato di un aumento di mille euro a famiglia nel 2011. Uno stipendio. v.s.
 

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