18 Luglio 2006

Retromarcia del Governo, accordo con i tassisti

Retromarcia del Governo, accordo con i tassisti

Dal decreto Bersani scomparirà il cumulo delle licenze e la doppia targa. In mattinata aggredito e ferito un giornalista



Un durissimo braccio di ferro, iniziato alle 17 e risolto solo a tarda notte: «Siamo soddisfatti di come è andata la trattativa, perché il ministero ha modificato il cumulo e ha eliminato la doppia targa», diceva alla fine Carlo Bologna, presidente dell`Ais e portavoce dei tassisti. «Abbiamo vinto, scompaiono il cumulo e la doppia targa, hanno accettato le nostre proposte anche per quanto riguarda la possibilità di avere il secondo conducente. Restano i turni integrativi per aumentare il servizio», dichiarava Loreno Bittarelli (Unione Radiotaxi Italiani), lasciando la riunione con il ministro Bersani. Giudizio positivo anche dalla Confartigianato: «L`unico punto di perplessità – dichiarava Fabio Parigi, portavoce di Confartigianato Taxi – riguarda il principio del “bando straordinario fuori programmazione“. Tuttavia il ministro ci ha rassicurato sul fatto che si tratta di una ipotesi riferita ad un ambito circoscritto e ad eventi eccezionali». Infine, la possibilità di bandire nuovi concorsi per licenze di taxi sarà possibile solo se la situazione ordinaria lo richiederà e questo sarà verificato da Comuni. In sostanza, i tassisti hanno vinto la battaglia contro la liberalizzazione delle licenze, mentre il governo affida il potenziamento dei taxi nelle città alla negoziazione a livello comunale.

Il negoziato, tra il governo, intenzionato a liberalizzare le licenze per potenziare il servizio, e i tassisti, decisi ad opporsi perché temono minori guadagni, è andato avanti per ore. E mentre al ministero si trattava, nella Capitale e nelle maggiori città della penisola andava ancora una volta in onda la protesta delle auto bianche: quasi diecimila tassisti al Circo Massimo a Roma, blocchi nelle stazioni e negli aeroporti, linee dei bus stravolte, taxi introvabili quasi ovunque. A Roma, i tassisti – provenienti da tutta Italia, in particolare da Napoli, Genova, Torino, Firenze – si erano dati appuntamento alle sette di mattina al Circo Massimo, nello stesso posto dove venerdì scorso avevano atteso per molte ore, fino all`una di notte, l`esito dell`incontro tra governo e i loro rappresentanti sindacali, svoltosi alla presenza del sindaco Walter Veltroni e del prefetto Achille Serra, in qualità di mediatori. Una mattinata passata ad ascoltare gli interventi dal palco dei sindacalisti che, in questi giorni di sciopero bianco, sono diventati protagonisti e punto di riferimento della rivolta.Verso le 10,15 un giornalista del «Corriere della Sera», Paolo Foschi, è stato aggredito da alcuni tassisti, mentre era intento a parcheggiare il suo ciclomotore. Il cronista è stato riconosciuto dai tassisti, che lo hanno malmenato. Il giornalista nel pomeriggio si è recato al pronto soccorso, dove i medici lo hanno dichiarato guaribile in sei giorni; subito dopo la decisione di sporgere denuncia contro ignoti. Il tassista più esasperato, noto col soprannome di «D`Artagnan», si è fatto addirittura «crocifiggere» su due tavole, piedi e mani legati con catene, a significare lo stato di frustrazione dei tassisti, rimanendo così molte ore, in piazza Santi Apostoli, davanti alla sede dell`Ulivo. «Non dormiamo da ore – raccontavano alcuni tassisti milanesi – perché abbiamo viaggiato tutta la notte per essere oggi qui». Polemiche sono venute dal presidente dell`Ait, Bologna, che dal megafono ha attaccato «i sindacati assenti e colpevoli di appoggiare il governo e di aver dissuaso i tassisti dall`essere qui oggi a Roma».

Particolarmente dura era stata, infatti, nella giornata la posizione della Uil: «Il governo non può perdere la faccia. Sarebbe un grave colpo politico», commentava Angeletti, evidenziando la «posizione miope» dei tassisti, che «si difendono da un problema che non esiste». Dura era stata anche la posizione del Codacons. L`associazione dei consumatori chiedeva ai Comuni di Roma, Milano, Bologna, Bari e a quelli che erano comunque interessati dalle proteste dei taxi, di rendere gratuito il trasporto pubblico (bus e metro) «in favore dei cittadini ingiustamente presi in “ostaggio“. Le amministrazioni comunali e le aziende del trasporto pubblico – affermava il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – devono fare uno sforzo comune per salvare i cittadini, incrementando il numero delle corse di bus e metro e rendendo gratuiti i mezzi pubblici nei giorni e nelle ore delle agitazioni dei taxi. Gratuiti devono anche essere i collegamenti ferroviari dagli aeroporti alle stazioni, e devono essere istituite delle navette dai principali scali alle città, con corse ogni 10 minuti». Il Codacons annunciava poi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro le gravissime aggressioni ai giornalisti da parte dei tassisti.

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