28 Maggio 2011

Retribuzioni ferme in aprile Benzina, nuova impennata

Retribuzioni ferme in aprile Benzina, nuova impennata
 

Roma. Le retribuzioni contrattuali ad aprile sono rimaste quasi ferme rispetto a marzo e risultano in aumento dell’ 1,8% su base annua, mentre l’ inflazione ha toccato ad aprile un tasso del 2,6%. Gli ultimi dati dell’ Istat smentiscono quella che era diventata una costante statistica: le retribuzioni sempre più veloci dei prezzi. L’ istituto ammette ora il declino delle retribuzioni rispetto ai prezzi al consumo. I settori che ad aprile presentano gli aumenti retributivi più alti rispetto a un anno prima sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (+4,1%); estrazione minerali, dipendenti difesa (+4%); agricoltura (+3,8%); energia e petrolio (+3,7%); forze dell’ ordine (+3,7%). Aumenti retributivi più contenuti si registrano per dipendenti ministeriali, scuola, Regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale, con una crescita di appena lo 0,3%. Analizzando i raggruppamenti di contratti, l’ agricoltura guida la classifica con un tasso del 3,8%, seguita dalla industria (2,6%) e dall’ edilizia (2,5%). Nel settore dei servizi il primato degli aumenti retributivi spetta a pubblici esercizi ed alberghi (2,1%). La Pubblica amministrazione segna un aumento dello 0,9%. Federconsumatori e Adusbef vedono una ulteriore caduta di 240 euro annui del potere d’ acquisto delle famiglie e in una nota congiunta fanno osservare: "La mancata crescita delle retribuzioni continua a destare forte preoccupazione sulla situazione economica del nostro Paese". 4,8 milioni in attesa di contratto. Cosa possono attendersi i 4,8 milioni di lavoratori dipendenti in attesa dei rinnovi contrattuali? In media, il tempo di attesa per il rinnovo del contratto scaduto è di 16,1 mesi. L’ attesa media calcolata sul totale dei dipendenti ad aprile è di 5,9 mesi, in crescita rispetto all’ anno precedente, quando era pari a 3,8 mesi. A fine aprile, i contratti collettivi di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 63,3% degli occupati e al 58,5% del monte retributivo. Il segretario generale dell’ Ugl, Mollicone, ha protestato: "Con retribuzioni praticamente ferme ad aprile rispetto al mese precedente e rialzi salariali inferiori al tasso d’ inflazione, vengono scaricati ancora una volta sui lavoratori i costi dei blocchi o dei ritardi nel rinnovo dei contratti, troppo spesso imputabili a resistenze ingiustificate delle controparti datoriali". Benzina, batosta sul ponte del 2 giugno. Quest’ anno gli automobilisti che si sposteranno per il ponte del 2 giugno, dovranno fare i conti con una stangata sui carburanti pari a 55 milioni di euro. E’ la stima formulata da Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte diverse associazioni dei consumatori (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori), commentando i nuovi rialzi dei prezzi alla pompa. «Puntuali, in vista della festività del 2 giugno, arrivano i rincari dei carburanti», evidenzia Casper in una nota, sottolineando che «si tratta della solita speculazione legata alle partenze degli italiani. Rispetto allo stesso periodo del 2010 infatti, la benzina costa oggi il 12,7% in più, mentre per il gasolio l’ aumento sfiora il 15%. Tradotto in soldoni, si tratta di 8,8 euro in più per un pieno di verde, e 9,3 euro in più per un pieno di diesel. Rincari che produrranno una stangata di circa 55 milioni di euro a carico di chi si sposterà per la festa del 2 giugno. Rincari anche in campagna. A destare preoccupazione sono anche i rincari in campagna. L’ indice generale aumenta del 3,5% rispetto al quarto trimestre 2010 e su base annua il volo è del 12,8%. La corsa non risparmia nessun prodotto, se per frutta e verdura è +16,4%, per gli altri prodotti che vanno dai cereali, al vino, olio e patate, l’ aumento è ancora più evidente: +28,3% rispetto a un anno fa. Capofila di questo boom sono i cereali (+65% la crescita sul primo trimestre 2010) ma anche le patate – stanche forse di essere il piatto dei poveri – vanno su nel prezzo segnando un +36,8% tendenziale. Impressionanti gli indici di crescita registrati da cereali e patate nei primi tre mesi dell’ anno. Quando nessuno degli altri prodotti aveva superato l’ aumento a due cifre, per i cereali la corsa è stata infatti, su base annua, del 60,4% a gennaio, del 68% a febbraio e del 68,4% a marzo. Quanto alla patata, ha segnato +33,7% a gennaio, +40,1% a febbraio e +36,55 a marzo. Il paniere campagnolo sale di prezzo anche nel vino, +7,9% su base annua, e nell’ olio (+6,5%).
 

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