22 Aprile 2014

RETI MEDIASET: PUBBLICITA’ FISSA E OBBLIGATORIA DURANTE “BEN HUR” E “SPARTACUS”

RETI MEDIASET: PUBBLICITA’ FISSA E OBBLIGATORIA DURANTE “BEN HUR” E “SPARTACUS”
PROTESTE DEI CONSUMATORI: DISTURBATA LA VISIONE!

CODACONS CHIEDE INTERVENTO DELLE AUTORITHY E UN CAMBIO DELLA LEGGE

Per alcuni giorni, sulle reti Mediaset, specie negli orari serali e durante i film, è apparsa una scritta che ha pubblicizzato un programma tv delle stessi reti. In particolare gli utenti sono stati tempestati dalla pubblicità relativa alla fiction “La bibbia”. La novità,  rispetto al passato, è che la scritta pubblicitaria non è apparsa per qualche secondo, ma è rimasta fissa, praticamente per quasi tutta la durata del programma. Ad essere disturbati, film storici come Ben Hur o Spartacus, che andrebbero salvaguardati e non certo disturbati con scritte invadenti. Innumerevoli le lamentele dei consumatori.
Il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi chiedono che questo esperimento cessi al più presto e reclamano l’intervento dell’Authority delle Comunicazioni e dell’Antitrust, competente in materia pubblicitaria.
Per le due associazioni, inoltre, è giunto il momento che la disciplina in materia di pubblicità televisiva sia rivista, alla luce dei peggioramenti verificatesi in questi ultimi anni, peggioramenti anche legislativi. La vecchia legge Mammi, infatti, la legge 6 agosto 1990, n. 223, era anche meglio del D.lgs. 31 luglio 2005, n. 177.
Per il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi, ad esempio, la pubblicità deve essere distinta dal resto del programma e non può andare in onda durante il programma. Il presupposto di un spot, infatti, è che lo spettatore durante la sua messa in onda possa cambiare canale e non essere costretto a subirlo per non perdere una scena del programma che ha iniziato a seguire.
Ecco alcune delle richieste che il Codacons fa al legislatore in materia di pubblicità in televisione:
1) Spot durante i programmi. Basta con scritte pubblicitarie che invadono lo schermo durante la messa in onda di film o telefilm, anche se pubblicizzano i programmi della rete.
2) Troppi spot durante i film. Sono aumentati a dismisura, grazie a fittizie interruzioni fatte di mini telegiornali e previsioni del tempo! Assurdo!!!   Si ritorni alle interruzioni previste dalla Mammì.
3) Cartoni. Nemmeno di fronte ai bambini ci si ferma. La legge Mammi all’art. 8 prevedeva che fosse vietato l’inserimento della pubblicità “nei programmi di cartoni animati”. Ma prima si è voluto interpretare che il divieto scritto valesse solo se si interrompeva un cartone e non se si inseriva lo spot tra un cartone e l’altro. Poi il D.lgs. 31 luglio 2005, n. 177 l’ha addirittura consentita: “La trasmissione di programmi per bambini puo’ essere interrotta da pubblicita’ televisiva ovvero televendite soltanto una volta per ogni periodo programmato di almeno trenta minuti, purche’ la durata programmata della trasmissione sia superiore a trenta minuti”.
4) Televideo e Mediavideo. Possibile che anche durante la lettura delle pagine del televideo, fatte di lanci di agenzie di stampa, si debba interrompere la lettura con scritte pubblicitarie obbligatorie che impediscono la lettura!!!
5) Pubblicità ingannevole. Possibile che aziende già condannate per pubblicità ingannevole dall’Antitrust possano mandare in onda riedizioni degli spot incriminati senza un controllo preventivo da parte di nessuno? E non stiamo parlando di televisioni locali minori, ma di Rai e Mediaset.
6) Volume. Non si era detto di non innalzare il volume durante gli spot?
7) Spot nel momento peggiore. Programmi sportivi interrotti durante un’azione o film interrotti nel momento cruciale. Un tempo si evitava accuratamente, oggi no!
8) Pubblicità occulta continua ad essere fatta nel corso di programmi tv. Ora, poi, basta una scritta veloce, messa alla fine del programma, per renderla non occulta. Non importa se nel frattempo il consumatore ha già cambiato canale e la scritta non la vede.
9) Trailer violenti trasmessi a tutte le ore.
10) Giro di vite per la pubblicità su farmaci, prodotti pericolosi la salute, prodotti per bambini, pubblicità indiretta di loghi vietati, ad esempio durante eventi sportivi.

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