13 Maggio 2014

Restauro Colosseo, Codacons contro Della Valle

Restauro Colosseo, Codacons contro Della Valle

Renzi contro Rienzi. Non è un gioco di parole, ci riferiamo allabattaglia all’ ombra del Colosseo tra il premier Matteo Renzi e il presidente del Codacons Carlo Rienzi. I due contendenti non si sono battono nell’ arena dei gladiatori, ma di fronte alla Cassazione.A scatenare l’ ultima polemica è stato il contro -ricorso dell’ Avvocatura dello Stato a favore dei lavori di restauro dell’ Anfiteatro Flavio da parte della Tod’ s di Diego Della Valle. L’ associazione dei consumatori, infatti, avevapresentato un proprio ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che di fatto rigettava le obiezioni sulla sponsorizzazione del Colosseo. Sponsorizzazione che, fa notare il Codacons, è stataprolungata «inspiegabilmente di quindici anni rispetto al bando iniziale». In ballo ci sono i diritti, da parte dell’ associazione «Amici del Colosseo» che fa capo a Della Valle, di poter utilizzare il marchio del monumento oltre la semplice durata del restauro. Diritti che permettono di realizzare in esclusiva un logo raffigurante il Colosseo, di gestire l’ attività di comunicazione e pubblicità relativa al restauro e, infine, di realizzare un centro per l’ accoglienza dei sostenitori dell’ Associazione». Secondo il Codacons, è singolare che «il premier Matteo Renzi si schieri apertamente a favore di Diego Della Valle nella vicenda dei lavori di restauro del Colosseo. La presidenza del Consiglio non ritiene l’ Anfiteatro Flavio un bene ambientale e paesaggistico tutelato dalla legge 349/86 riportante le norme in materia di danno ambientale». Per capire questo aspetto occorre leggere attentamente il controricorso: «Si desume – scrivel’ Avvocatura – la netta distinzione esistentetra campi d’ azione e relative competenze in materia di beni culturali e paesaggistici e dell’ ambiente che impedisce la promiscuità di interpretazione posta a fondamento degli assunti dell’ associazione ricorrente. La declaratoria di difetto di legittimazione ad agire del Codacons è stata confermata in appello nonostante la sottolineatura della connotazione “ambientalista” da parte dell’ associazione ricorrente, poiché la materia dei “beni culturali” – alla quale potrebbero afferire le questioni oggetto del presente ricorso – è ormai nettamente distinta dalla materia dell’ ambiente». In sostanza, significa che un bene culturale come il Colosseo non è assimilabile a un bene ambientale e, quindi, il Codacons non sarebbe legittimato ad opporsi. L’ associazione dei consumatori, infatti, può condurre una battaglia di questo genere solo per questioni strettamente “ambientali”. Il contenzioso si riduce così ad una mera disquisizione tecnica sulla legittimità del ricorso e non sul merito dello stesso. A difendere la presidenza del Consiglio, ci ha pensato il coordinatore della maggioranza in Campidoglio,Fabrizio Panecaldo, il quale fa notare che è «uno strano Paese quello in cui i monumenti cadono apezzi perché mancano risorse per tutelarli e, ove si trovino fondi per farlo, c’ è sempre un leguleio di turno che si mette di traverso. Da questo punto di vista è ineccepibile la scelta del Capo del Governo di schierarsi con Diego Della Valle». Ma Carlo Rienzi non si dà per vinto e ironizza: «Speriamo che almeno la Fontana di Trevi sia ritenuta da Renzi bene ambientale prima che possa essere venduta dal principe De Curtis».

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