Restauro al Colosseo ora indaga la procura
-
fonte:
- La Stampa
Il ripristino L’ Anfiteatro Flavio, da tutti conosciuto come il Colosseo, ha bisogno di immediati restauri Per questo a gennaio 2010 venne firmata un’ intesa con un il gruppo Tod’ s di Della Valle per avere uno sponsor Sul restauro del Colosseo da 25 milioni di euro, affidato in convenzione alla Tod’ s di Diego Della Valle, indagano la Procura e la Corte dei Conti di Roma, che hanno aperto un fascicolo dopo l’ esposto presentato dalla Uil. Il sindacato aveva chiesto di «fare luce sulle eventuali responsabilità penali ed erariali relativamente alla convenzione "segreta" sulla ristrutturazione dell’ Anfiteatro Flavio». Ma dentro la notizia di natura giudiziaria ce n’ è un’ altra, squisitamente politica. A firmare l’ incarico a Della Valle, il 21 gennaio 2010, fu l’ allora commissario straordinario per l’ archeologia di Roma Roberto Cecchi, attualmente sottosegretario al ministero dei Beni Culturali e che siglò l’ intesa insieme alla soprintendente Anna Maria Moretti. Un’ altra gatta da pelare, dopo le dimissioni del sottosegretario Carlo Malinconico, per il governo Monti? L’ ipotesi di reato potrebbe essere l’ abuso di ufficio, ma Roberto Cecchi si dichiara fiducioso «nel lavoro dei magistrati: sono sereno perché ho agito nella massima correttezza formale e sostanziale. Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione dall’ autorità giudiziaria, ma qualora ne ricevessi collaborerò con il massimo impegno». L’ inchiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del pm Maria Letizia Golfieri si è concentrata finora sulle informazioni fornite dalla segreteria nazionale della Uil Beni e Attività Culturali. Sul caso peraltro, appena lunedì scorso, si era espressa l’ Antitrust. L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato – sollecitata ad intervenire dal Codacons – aveva comunicato parere negativo sulla concessione della sponsorizzazione al gruppo Della Valle. Un parere che non è vincolante, ma potrebbe incidere sulla decisione del Tar prevista a fine mese. Preoccupato della situazione è il sindaco Gianni Alemanno, che già nei giorni scorsi aveva usato toni duri a difesa dei restauri del Colosseo – l’ apertura cantieri era ipotizzata per marzo – e che oggi torna a tuonare contro quella che definisce «un’ operazione continua, vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione, avvenuta con una gara pubblica a bando europeo, per restaurare il monumento più importante del mondo». E ancora, incalza: «Lasciateci restaurare il Colosseo. Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi? A furia di Tar, Antitrust, Procure, Corte dei conti? Vogliamo far sì che il consorzio privato si riprenda i 25 milioni di euro e ci saluti?». La Uil però non ci sta a essere bollata come il nemico dei lavori al Colosseo. La segreteria nazionale, insieme con la sezione di Roma e del Lazio dichiara: «Anzi, bisognerebbe preoccuparsi di trovare altri finanziatori privati per il restauro e la cura di altri monumenti e di altri siti archeologici, a partire, ad esempio, da quello di Pompei». Sulla convenzione «segreta» aggiunge: «Il problema non è il gruppo Tod’ s, che ha fatto bene il proprio mestiere, ma la pubblica amministrazione che a nostro giudizio ha commesso un grave errore di valutazione. Si poteva ottenere di più. Anche senza sponsor: se solo si fosse prolungato l’ orario di apertura aumentando il biglietto di un solo euro si sarebbero potuti guadagnare 200 milioni di euro». L’ accordo con Della Valle, tra l’ altro, vincola in esclusiva al suo gruppo ogni genere di sponsorizzazione, limitando così l’ accesso di investimenti da parte di altre aziende. L’ EX COMMISSARIO «Ho agito con il massimo della correttezza formale e sostanziale, sono sereno» 25 milioni di euro il costo dell’ operazione Il consorzio privato guidato da Diego Della Valle ha messo 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo. Soldi che il sindaco di Roma Gianni Alemanno teme possano essere portati via ora che Procura, Corte dei Conti (e prima Antitrust e Tar) stanno indagando sulla convenzione siglata il 21 gennaio 2010. Secondo la Uil, che ha presentato gli esposti, si poteva ottenere di più senza sponsor: aumentando il biglietto di un solo euro sarebbero entrati 200 milioni.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
