22 Ottobre 2009

Resta una sola verità: la River non causa danni alla salute

  Rispondo, a titolo personale, all’ultimo comunicato del Comitato Colombaia. Non intendo polemizzare, ma nemmeno sopporto che mi vengano attribuite frasi ed intenti che mi sono del tutto estranei. Non ho voluto (né voglio) "chiudere la bocca" a chicchessia, ma trovo che sia davvero odioso e intollerabile che artatamente si finga di non comprendere la verità. E così la persona che ha scritto a nome di quel "Comitato" finge di ignorare (o forse ignora veramente) che la sentenza del 2007 in realtà non era una sentenza, ma un’ordinanza che respingeva una richiesta di sequestro conservativo proposta da River spa nei confronti di alcuni cittadini di Via Araldi. I presupposti per concedere o respingere una richiesta di sequestro (sussistenza del periculum in mora e del fumus) sono ben diversi da quelli necessari per accogliere o respingere una domanda di merito: ciò è tanto vero che non sono infrequenti i casi in cui il provvedimento di sequestro cautelare viene respinto, mentre poi viene accolta la domanda di merito (e viceversa). River spa non ha poi proposto (almeno fino ad oggi) la domanda di merito, per cui, ovviamente, il Tribunale di Piacenza non ha mai deciso nel merito su quella domanda.  Al contrario, con buona pace di quel Comitato il Tribunale di Piacenza ha deciso (questa volta nel merito) sulle molteplici domande proposte da 25 cittadini e dal Codacons nei confronti di River Spa e i contenuti di tale decisione sono già stati illustrati. Vero è che il Tribunale ha preso in esame la situazione sino all’anno 2001 (non avrebbe potuto fare altrimenti), ma è altrettanto vero che: 1) dal 1997 al 2001 quel "Comitato" aveva: sporto un numero impressionante (oltre 100) di esposti in cui si lamentavano episodi di gravissimo inquinamento atmosferico e di pericolo di danno alla salute: il Tribunale di Piacenza ha invece concluso in senso del tutto contrario al contenuto di tali esposti, escludendo qualsiasi possibilità d’inquinamento, di danno alla salute e anche di semplice molestia: sia, sul punto, sufficiente leggere (e comprendere) le motivazioni della sentenza; 2) dal 2001 in poi la situazione è addirittura migliorata, se è vero, come è vero, che (purtroppo per River spa) la produzione è calata e che sono stati fatti ulteriori investimenti nel settore ambientale. Quel "Comitato" distorce la verità anche quando prende in considerazione l’unico passaggio favorevole della sentenza: è vero che è stato riconosciuto un risarcimento di euro 1.000,00 a tre cittadini (altrettanti ne erano stati riconosciuti ad altri 17 cittadini dal Tribunale penale), ma è altrettanto vero che tale risarcimento riguarda un singolo ed isolato episodio verificatosi nell’anno 1997: del resto, nel mio precedente intervento non avevo certo sottaciuto tale passaggio della sentenza. Ed allora è chiaro che quel "Comitato" pretenderebbe di aver vinto una causa che invece ha disastrosamente persa, con ciò nuovamente distorcendo anche la verità processuale, oltre a quella sostanziale. Per il resto, l’ultimo intervento di quel "Comitato" altra non è che semplice aria fritta, talchè nemmeno merita risposta alcuna. Resta una sola verità (sostanziale, oltre che processuale): River spa non inquina, non cagiona danni alla salute e non provoca molestie. Sarò anche presuntuoso, ma dopo oltre 30 anni di professione non accetto che quel "Comitato" pretenda di impartirmi lezioni di interpretazione di una sentenza che è invero chiarissima e di semplicissima lettura: solo chi non vuole capire, non capisce. Se, infine, quel "Comitato" ritiene che dalle indagini ARPA 2005 possano scaturire ragioni di danno a carico di River spa, proceda pure in via giudiziale: l’importante è che, alla fine di quel giudizio, si accettino le decisioni della Magistratura. Non essendo, per mia natura, incline alle polemiche, non risponderò, se proprio non ne sarò costretto, ad altri prevedibili interventi di quel "Comitato" che personalmente non riconosco né come soggetto giuridico né come soggetto rappresentativo di interessi pubblici. *Avvocato

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