27 Febbraio 2010

Resta l’ Iva non dovuta sulla tariffa per i rifiuti

 
LUCCA. La Tia è un servizio il cui corrispettivo è assoggettabile ad Iva, ovvero è un tributo e come tale escluso da Iva? La Corte Costituzionale sembrava aver posto la parola fine sul dibattito giurisprudenziale che riguardava la natura giuridica della Tia, definitivamente riconoscendo che la tariffa di igiene ambientale è un tributo e come tale non soggetto ad Iva. La sentenza ha dato quindi il via alla presentazione di richieste ai Comuni o ai gestori del servizio di raccolta rifiuti di tutta Italia per ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato negli ultimi 10 anni. Si tratta di una cifra importante la cui restituzione creerebbe un terremoto nelle casse già disastrate dei comuni. Anche perché i soldi incassati per Iva sono stati a suo tempo versati alle Agenzie delle Entrate e quindi si tratterebbe di anticipare soldi di tasca propria, dietro una vaga assicurazione erariale che prima o poi, verrebbero resi. La conseguenza inevitabile è che Sistema Ambiente Spa (gestore della Tia per Lucca e Borgo a Mozzano) e Ascit spa (gestore per i vari comuni della Piana) non soltanto non rispondono alle richieste di rimborso dei contribuenti, ma continuano ad applicare l’ Iva 10% sulle bollette per il 2010, nonostante la chiara sentenza della Corte Costituzionale. Sia Ascit che Sistema Ambiente giustificano il loro modo di operare con una breve nota inserita nella prima fattura dell’ anno in corso, che presso a poco suona così: «Siamo a conoscenza della posizione assunta dalla Corte Costituzionale in merito alla Tia, tuttavia continuiamo ad applicare l’ Iva sul tributo in attesa di chiarimenti da parte delle Autorità competenti». Inutile dire che la precisazione non soddisfa i contribuenti i quali ancora una volta si rivolgono al Codacons cittadino per avere giustizia. «Di fronte alle sollecitazioni di tanti contribuenti – dice Fulvio Mandriota, presidente Codacons – mi sono rivolto al direttore Roberto Paolini di Sistema Ambiente, il quale mi ha confermato che la società è in attesa di ricevere precise istruzioni ministeriali, peraltro promesse a breve, e si comporterà secondo le indicazioni che verranno impartite». Nel frattempo come si dovranno comportare gli utenti pagare l’ Iva richiesta con la fattura o non pagarla? «Consiglierei – continua Mandriota – di pagare la prima rata per l’ importo richiesto e nel caso che la situazione non si sblocchi, detrarre l’ intera Iva addebitata dal secondo pagamento». I contribuenti potrebbero incorrere in penalità eseguendo un pagamento parziale? Per il Codacons no, perché l’ Iva non è dovuta sulla tariffa di igiene ambientale.

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