13 Aprile 2011

Resta caldissimo il fronte benzina

 Detto e fatto. Nemmeno il tempo di annunciare tempi brevissimi per la nuova acquisizione di quote in Chrysler, che ieri arriva l’annuncio ufficiale. Fiat completa il secondo step dell’operazione e vede molto più vicino anche il traguardo finale, quel 51% e oltre al quale anche ieri l’ad Sergio Marchionne fa esplicito riferimento. Forte l’accelerazione, rispetto alle scadenze annunciate solo poche settimane fa. A garantire Marchionne, soprattutto dal punto di vista finanziario, è la trattativa in corso con un pool di banche per rilevare il debito con i governi canadese e americano e per finanziare l’acquisto del 16% di Detroit. E così dopo avere acquisito il 25% con la produzione del motore Fire nello stabilimento del Michigan, ora Fiat sale al 30% per effetto del raggiungimento da parte del gruppo di Detroit di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari. Dietro l’angolo c’è ora la salita al 35%, legata alla possibilità di realizzare oltre Oceano un’auto ecologica su piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Al momento la composizione azionaria di Fiat-Chrysler è la seguente: il sindacato americano dell’auto, l’Uaw Veba ha il 59,2%, la Fiat il 30%, il Tesoro Usa l’8,6%, e il governo canadese il 2,2%. Ieri intanto è nata «Fabbrica Italia Mirafiori spa», omologa della società di Pomigliano. Capitale di 50 milioni, controllata al 100% da Fiat, la newco sarà guidata da Domenico Ciccone, in qualità di amministratore unico. Domani invece potrebbe esserci qualche importante spiraglio per l’ex Bertone di Grugliasco: Fim, Uilm e Fismic incontreranno i rappresentanti del Lingotto per trovare un’intesa in grado di garantire il rispetto dei 500 milioni di investimenti che la Fiat ha messo sul tappeto e che però minaccia di ritirare. Anche la Fiom sarà all’incontro ma non siederà al tavolo della trattativa: le tute blu della Cgil hanno messo limiti all’ipotesi, sostenuta dagli altri sindacati, di attuare anche in questo caso il piano di organizzazione del lavoro già previsto a Pomigliano e a Mirafiori. Resta intanto caldissimo (e non certo le temperature fuori stagione) il fronte benzina. Ieri ennesimo record, con la verde salita sopra 1,59 euro al litro e il gasolio che ha superato quota 1,5 euro. È stata Eni ad innescare i rialzi e, com’è già capitato, non è improbabile che oggi altre compagnie seguano l’esempio ponendo asticelle anche superiori. Evidenti gli effetti sul pieno, lievitato di oltre 5 euro dall’inizio dell’anno, ma, secondo la Coldiretti, anche sulla spesa alimentare mentre il Codacons chiede al governo di bloccare le energetiche per tutto il 2011». Intanto il petrolio cala sui mercati internazionali sui timori di un rallentamento della ripresa dovuto proprio alle fiammate delle materie prime. L’Aie, l’Agenzia internazionale dell’energia, lancia l’allarme: gli aumenti pesano negativamente sulla domanda, in calo da alcuni mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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