RESPIRIAMO VELENO, MA CHI CI TUTELA?
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fonte:
- Il Gazzettino
Sull’ incendio De Longhi del 18/4/2007 non abbiamo alcun rapporto definitivo a consuntivo in merito al danno ambientale creato. Dello sversamento doloso di gasolio sul Sile in data 10/8/2007 non conosciamo la tecnica di bonifica adottata né i responsabili. Il rogo della Nuova Esa del 27/6/2012 ha creato disagi tra Marcon, Casale sul Sile e Mogliano Veneto. Con un paese, Bonisiolo, barricato in casa. Nell’ incendio dell’ Anselmi di Roncade del 1/7/2012, l’ Arpaf conferma l’ inquinamento tossico nel solo terreno aziendale. L’ incendio alla Walmec di Moriago della Battaglia del 12/7/2011 non ha avuto alcun rapporto ufficiale seppur preliminare. L’ incendio della Am Teknostampi del 30/7/2012 è cronaca di questi giorni. A Padernello di Paese si discute dell’ inquinamento della falda acquifera che ha fatto emigrare in altri lidi la San Benedetto. A Treviso si respira veleno e Codacons propone un risarcimento per tutti i cittadini. Nell’ hinterland trevigiano 153 aziende con lavorazioni potenzialmente pericolose per la salute hanno bellamente ignorato l’ ordine delle Autorità di autocensirsi. Manca a Treviso una banca-dati industrie costantemente aggiornata. Come pure un piano-emergenza applicato alla popolazione coinvolta nel potenziale sinistro. Questi episodi sull’ inquinamento della Marca, accaduti anni fa e puntualmente replicati in questi ultimi mesi, bastano e avanzano per dire che la salute dei trevigiani è a rischio. Non siamo a livello di Taranto ma ci stiamo incamminando sulla stessa pericolosa strada. Cosa fanno le autorità per tutelare la salute pubblica? Sembra che si giochi al rimpallo delle responsabilità. Il Comune rimanda alla Provincia. Questa gira il tema alla Regione Veneto che a sua volta si richiama alla Protezione civile ed alla legislatura vigente per dichiararsi nel gioco o fuori dal gioco. Insomma, si applica alla grande la dottrina Craxi: tutti colpevoli, nessun colpevole. In tal modo non si ricorre ad alcuna politica industriale di prevenzione mancando nella filiera istituzionale un organismo in grado di coordinare, stimolare, esigere l’ operatività che non rientra nei propri fini statutari ma che potrebbe essere congeniale alle proprie politiche. Mi auguro che la Provincia di Treviso alla cui attenzione difficilmente sfuggirà questa nota, sappia proporsi come coordinatore di un tavolo che abbia la salute della gente e tutela del territorio come valori prioritari. Da subito, per informare i trevigiani sui passati disastri ambientali. E’ triste ed umiliante per un trevigiano sapere che in città il dibattito con tanto di inchiesta con relativo indice di gradimento si concentra sulla statua di Mario del Monaco in Piazza Borsa o sulla scultura del ponte di San Martino, o sulla commessa ideale. Mentre la casa va a fuoco noi discutiamo sul colore della tovaglia da mettere per cena.
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