Respinto il ricorso su Meocci Alla Rai costerà 14 milioni
Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar
MENTRE IL CDA RAI vara una raffica di nuove nomine, tutte improntate al “completamento del processo di riorganizzazione delle testate giornalistiche avviato in questi mesi“, su viale Mazzini si è abbattuta contemporaneamente la sentenza del consiglio di Stato che ha sancito definitivamente “l`incompatibilità di Alfredo Meocci a ricoprire la carica di direttore generale“. A questo punto, dunque, diventa anche definitiva la salatissima multa, pari a 14 miloni di euro, che la Rai dovrà pagare in virtù della sentenza emessa a suo tempo dall`Agcom proprio sul caso Meocci. L`EX COMPONENTE della medesima Authority fu nominato direttore generale Rai nell`agosto 2005 per volere del Polo e con il voto favorevole dei soli componenti del cda di area Cdl. I tre consiglieri di centrosinistra votarono contro, mentre il presidente Petruccioli si astenne. L`incompatibilità di Meocci era assolutamente nota, ma le pressioni politiche del momento sulla Rai non consentirono scelte diverse. Nell`aprile di quest`anno, quindi, l`Agcom comminò allo stesso Meocci una multa di 373mila euro contro la quale l`ormai ex direttore generale si rivolse al Tar. Ieri, infine, la sentenza d`appello del Consiglio di Stato. RIGUARDO POI alla sua attuale posizione in azienda e sulla attuale retribuzione percepita, è stato aperto un fascicolo dalla procura di Roma nell`ambito dell`inchiesta sugli stipendi d`oro dei manager pubblici. Come persone informate dei fatti sono state ascoltate dal pm D`Ippolito, sia l`attuale direttore generale, Claudio Cappon, i consiglieri Curzi, Rognoni e Rizzo Nervo e l`ex ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco. E` dunque lecito credere che dell`inopportunità della nomina di Meocci si tornerà a parlare anche in seguito. Ma già dai prossimi giorni, con la conferma della multa per la Rai (già comunque inserita nel bilancio 2006) e la conseguente messa in mora degli attuali consiglieri di centrodestra, è lecito pensare che il dibattito politico intorno alla possibile sostituzione degli attuali vertici del servizio pubblico tv si possa accendere ulteriormente. In attesa di un domani più difficile, comunque, il cda ha provveduto a completare il restyling delle testate giornalistiche, per la precisione cinque (TSP, Rainews 24, Giornale Radio, Gr Parlamento, Rai Internazionale) completandone gli organigrammi, ed ha nominato un responsabile di una nuova struttura di coordinamento per l`attività degli uffici di corrispondenza all`estero. IN QUESTO CONTESTO, il cda ha anche proceduto ad affidare nuovi incarichi operativi a cinque dirigenti, finora senza mansioni specifiche; si realizza così una prima attuazione alla politica “di recupero e valorizzazione delle risorse interne non adeguatamente impiegate“ di cui Cappon si è fatto promotore. L`affare Meocci, tuttavia, preoccupa non poco i vertici Rai. Sono in molti, sul fronte politico, a chiedere chiarezza. E anche il Codacons, nel sollecitare il ministro dell`Economia a “bloccare immediatamente l`aumento del canone“, si farà promotore di una causa affinchè “gli oneri derivanti dalla multa siano versati personalmente dai componenti del cda che hanno approvato l`illecita assunzione di Meocci“. “Uno scandalo annunciato diventa uno scandalo conclamato – ha commentato il segretario dell`Usigrai, Claudio Verna – Il rifiuto del Consiglio di Stato ad accettare il ricorso della Rai sull`affaire Meocci mette in crisi i conti del servizio pubblico: oltre 14 milioni di euro, circa un quarto del bilancio di una delle tre reti Rai, sono destinati ad uscire dalle casse dell azienda. Saranno il prezzo da pagare per la macroscopica ingerenza della politica dell`agosto 2005“.
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