2 Luglio 2004

Respinte le richieste delle parti civili

Respinte le richieste delle parti civili: il Codacons voleva un risarcimento da 500 mila euro




Non fu per colpa sua che, quattro anni e mezzo fa, una grossa quantità di orimulsion fuoriuscì dai serbatoi della termocentrale di Fiume Santo finendo in mare e imbrattando di bitume le spiagge del Golfo dell?Asinara. Ieri mattina, il tribunale di Sassari ha assolto Salvatore Signoriello, ingegnere, responsabile della Elettrogen (la società dell?Enel che all?epoca gestiva l?impianto). Era accusato di aver causato un danno ambientale in seguito a una perdita di combustibile avvenuta il 9 febbraio del 2000.
Il giudice Gianni Delogu ha accolto le richieste dell?avvocato Giuseppe Conti e ha assolto l?imputato con formula piena. Respinte, invece, le richieste del pm Antonio Piras (due mesi di detenzione) e delle parti civili: il Wwf aveva chiesto un risarcimento di un euro, il Codacons uno di 500 mila euro.
A Salvatore Signoriello, in particolare, l?accusa contestava di aver superato i limiti tabellari in materia di inquinamento in mare e di aver causato lo sversamento in mare di orimulsion, il combustibile derivato dal bitume del fiume Orinoco. Il giudice ha assolto l?ex direttore dell?impianto dalla prima accusa perché il fatto non costituisce reato e dalla seconda perché il fatto non sussiste. Il guasto che provocò l?inquinamento era dunque davvero imprevedibile, e il giorno dell?incidente il responsabile della Elettrogen seguì alla lettera le procedure d?emergenza, avvertendo le autorità e facendo quanto di sua competenza per mettere una pezza ai serbatoi di contenimento attorno alla centrale elettrica.
Tracce di sostanza bituminosa erano state trovate a Platamona, a Cala Lupo e nei pressi di Stintino: residui di petroliere, aveva detto nel corso del processo l?avvocato difensore che, snocciolando dati e dubbi, aveva parlato di un attacco indiscriminato contro il suo cliente. L?inquinamento aveva effettivamente provocato un?ondata di indignazione popolare, a Sassari e nei centri costieri. In tanti, nelle settimane successive alla fuoriuscita di combustibile, erano andati a perlustrare i litorali per verificare di persona la gravità dei danni: e bastava infilare le dita nella sabbia per imbattersi nei residui oleosi. Wwf e Codacons si erano costituiti parte civile e avevano chiesto un risarcimento: simbolico quello degli ambientalisti, più sostanzioso quello dell?associazione che tutela i diritti dei consumatori.
Davanti al giudice e al pubblico ministero Antonio Piras, che aveva chiesto due mesi di reclusione, nel corso delle udienze si sono alternati diversi ufficiali della capitaneria di Porto Torres, il comandante dei vigili del fuoco di Sassari, il responsabile del presidio multizonale della Asl numero 1 incaricato di effettuare i controlli sulle sostanze disperse.
Con l?assoluzione di Salvatore Signoriello si chiude un capitolo importante della storia della termocentrale di Fiume Santo: quello legato all?orimulsion. Che da due anni e mezzo appartiene a una multinazionale spagnola, la Endesa, e nove mesi fa ha ripreso ad essere alimentata prevalentemente a carbone, meno inquinante e più calorifero. Il bitume dell?Orinoco, a Fiume Santo, non si brucia più da ormai cinque mesi. Ne resta una piccola scorta (circa tremila tonnellate) depositata in un serbatoio dell?ex Enichem che secondo l?Endesa potranno essere smaltite insieme al carbone. Ma senza fretta.

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