31 Agosto 2001

Respinta dalla clinica, muore sul marciapiede

PALERMO, I PARENTI PRESENTANO DENUNCIA. I MEDICI: DOVEVA ANDARE IN OSPEDALE, LA NOSTRA STRUTTURA NON E? ADEGUATA
Respinta dalla clinica, muore sul marciapiede

PALERMO Livia Undieni, 70 anni, ieri mattina aveva bussato alla porta del medico di guardia della clinica privata «Macchiarella» di Palermo perché stava male. Il professionista che l`ha ricevuta, però, per mancanza di attrezzature adeguate, l`ha invitata ad andare in ospedale ma la donna (che aveva un infarto in corso senza che nessuno glielo avesse diagnosticato), è morta durante il tragitto tra la casa di cura ed il pronto soccorso. Il corpo di Livia Undieni è rimasto disteso su un marciapiede per oltre due ore prima fosse trasportato alla camera mortuaria a disposizione della magistratura. Adesso sulla vicenda la procura di Palermo ha aperto un`inchiesta, i familiari dell`anziana hanno presentato un esposto contro il medico e sul caso è scoppiata una polemica che investe l`assistenza sanitaria in Sicilia e in particolare le cliniche private. «Mia zia – racconta il nipote Nino – durante la mattinata ha avuto un forte dolore alla spalla, diceva di avere delle fitte insopportabili. Mio zio e mio cugino hanno così deciso di portarla da un medico, e il posto più vicino in cui chiedere aiuto era la clinica Macchiarella che è vicino a casa. Qui però non hanno fatto nulla, si sono limitati ad allargare le braccia e ad indirizzare mia zia all`ospedale Civico». I responsabili della casa di cura hanno sottolineato di non avere potuto prestare adeguato soccorso alla donna perché sprovvisti delle attrezzature idonee alla rianimazione e alla stabilizzazione di una cardiopatia con manifestazioni che comportano terapie urgenti e specialistiche. «Ho visitato la signora in auto – dice il medico -. Non riusciva neppure a muoversi. Mi sono subito reso conto che era in condizioni gravi e che aveva urgente necessità del supporto di un`unità coronarica di cui, però, la clinica non dispone. Per questo ho consigliato ai suoi familiari di portarla immediatamente in ospedale». «Era evidente – aggiunge – che la situazione non era gestibile con i mezzi in dotazione alla nostra struttura. La clinica non ha aree di emergenza. Solo le strutture che effettuano interventi di cardiochirurgia prevedono terapia intensiva ed unità coronarica». I familiari della donna morta hanno presentato un esposto per omissione di soccorso. «Ho fatto tutto quello che potevo – replica il medico – ho sollecitato i familiari della signora ad affrettarsi, non ho chiamato il 118 perché ero certo che l`attesa dell`arrivo dell`ambulanza sarebbe stata fatale». Il sostituto procuratore che si occupa dell`inchiesta, Tania Hmeljak, ha disposto che venga eseguita l`autopsia sul corpo della donna. Sulla vicenda è intervenuto anche il CODACONS Sicilia il quale ha annunciato che presenterà un esposto alla Procura della Repubblica sulla morte dell`anziana. Nella denuncia l`associazione a tutela dei diritti dei consumatori chiederà ai magistrati di «accertare se ci sia stata eventuale omissione di soccorso da parte dei sanitari della clinica privata».

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