Resa dei conti sulle Ferrovie
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Domani a Roma la protesta dei viaggiatori
Le Ferrovie diventano terreno di scontro politico. Dopo che il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro (Idv), ha annunciato il congelamento di 1,35 miliardi all`azienda, dopo che l`amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, ha denunciato un ammanco pari a 924 milioni di euro in Finanziaria, e in attesa che il problema sia affrontato in appendice (non è all`ordine del giorno) nella riunione del Consiglio dei ministri di domattina – il Pd prende le distanze da un ministro del governo Prodi. “La trasparenza nell`utilizzo della gestione delle risorse che lo Stato trasferisce alle Ferrovie dello Stato deve esserci, ma non deve essere un motivo per rallentare il trasferimento delle risorse stesse“. Il vicesegretario del Partito democratico, Dario Franceschini, rispetto allo stop di Di Pietro parla chiaro: la Finanziaria deve trovare le risorse per il trasporto ferroviario. “Per il Partito democratico – prosegue Franceschini – la scelta strategica d`investire sul trasporto su rotaie, le ferrovie fuori dalle città e i tram nelle città, è una priorità. Nella Finanziaria andrebbero recuperate queste risorse soprattutto per l`acquisto di nuovi treni pendolari, che è una delle indicazioni di governo. Così come io credo esista un problema di estensione dell`Alta Velocità anche nel Mezzogiorno“. A non essere d`accordo con l`austerity di Di Pietro pare essere anche il collega di esecutivo, ministro ai Trasporti Alessandro Bianchi, convinto che il servizio ferroviario universale, in perdita per l`azienda ma utilizzatissimo dai pendolari, debba essere garantito attraverso, appunto, risorse statali. Ieri Bianchi ha ribadito di lavorare al recupero di 94 milioni di euro, da aggiungersi ai già stanziati 160 milioni di euro: la somma andrebbero a coprire interamente il costo delle tratte in perdita di Ferrovie. “Ci stiamo lavorando da parecchio – conferma il ministro – mi auguro che ci si riesca, domani sapremo se il nostro lavoro è stato utile. Si tratta di risorse per mantenere inalterati i servizi del 2007“. La resa dei conti sarà domani. Oltre al programmato Consiglio dei ministri italiano, per giovedì e venerdìè in calendario a Bruxelles il Consiglio dei ministri europeo: parteciperanno i ministri europei ai Trasporti e Infrastrutture, Bianchi e Di Pietro dovrebbero parteciparvi. Sempre per domani è infine prevista la manifestazione dei pendolari a Roma: protesteranno davanti a Montecitorio contro i tagli del servizio pubblico, i ritardi cronici dei treni e il caro-tariffe paventato dall`amministratore delegato di Fs. Sui treni la fibrillazione politica cresce, sia a livello parlamentare sia nelle Regioni. Il rigore annunciato dal ministro Di Pietro, “stufo di dare soldi a Ferrovie che li utilizza per mettere a posto il bilancio e non per fare investimenti“ e le difficoltà di cassa della Finanziaria allarmano gli assessori regionali, che con le inefficienze del servizio e la rabbia dei pendolari fanno i conti da vicino. In questo contesto di tensione e incertezza, e nonostante le novità arrivate dal dicastero alle Infrastrutture, la linea ufficiale di Ferrovie è“di non intervenire perché l`azienda è improntata alla correttezza dei rapporti istituzionali“. Nuovi disagi, infine, per i pendolari: nonostante il tentativo di mediazione del governo, lo sciopero dei trasporti annunciato da sindacati per venerdìè confermato. Legambiente e la Sinistra ecologista tornano alla carica sul progetto dei Mille treni annunciato da Prodi e non finanziato. “Chiediamo che la Camera dei deputati ripristini i fondi necessari per avere mille nuovi treni per i pendolari“, dice Fabrizio Vigni, portavoce della Sinistra ecologista. Legambiente sottolinea che il progetto Mille treni “era l`intervento di punta del governo e delle Ferrovie per il trasporto locale“. Codacons e Associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario annunciano la distribuzione di questionari nelle stazioni attraverso i quali i cittadini potranno segnalare i disservizi e aderire a una “class action contro Trenitalia, per chiedere il risarcimento dei danni biologici legati al ritardo dei treni pendolari, ai continui guasti, al sovraffollamento delle carrozze“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
