12 Luglio 2010

REPLICHE TV: E’ TORNATO IL COMMISSARIO REX!

PROTESTE DEI TELESPETTATORI: SOLO REPLICHE DI TELEFILM  
 
IL CODACONS CHIEDE L’INTERVENTO DI ZAVOLI

 
Sono tornate, implacabili, le repliche televisive. Ormai sono migliaia le proteste dei telespettatori, specie anziani, che lamentano di non avere alternative. Nel momento in cui vanno in vacanza i programmi della stagione in corso, non solo non c’è una valida sostituzione con programmi di tipo analogo, ad esempio attualità con attualità,  ma c’è esclusivamente l’invasione di telefilm in replica.
Oggi su Raiuno, l’ammiraglia in fatto di repliche, ci ritroviamo la solita "La signora in giallo", in onda ininterrottamente dal 1984, l’immancabile “Don Matteo”, “Le sorelle McLeod”, e, udite, udite, “Il commissario Rex”, in onda ininterrottamente dal 1997, per chiudere la serata con  “Un medico in famiglia”.
Unica novità rispetto alle precedenti programmazioni estive di Raiuno, esattamente identiche dal 2010 al 2003, è che non è stato messo in onda “La signora del west”, trasferito, per dare un segno rivoluzionario di cambiamento, su Raidue. Non che la programmazione Mediaset sia molto migliore: “Carabinieri” e “Distretto di polizia” continuano a spopolare, anche se su Rete 4.
I telespettatori che hanno contattato il Codacons si domandano come sia possibile che in estate non sappiano altro che intasarci di telefilm (un bel film no, eh!) e per di più riproporci di anno in anno le stesse identiche serie, di più, gli stessi identici episodi già trasmessi l’anno precedente? Ma non  possono almeno propinarceli con periodicità triennale, così da farci almeno dimenticare come vanno a finire? Se tanto mi dà tanto, chissà cosa ci aspetterà in pieno agosto, quando le repliche raggiungono solitamente il loro punto massimo.
Spariti anche i programmi di attualità: si passa dalle repliche (Matrix extra) ai programmi preconfezionati (Amori del secolo – Porta a porta).
Il Codacons chiede l’intervento del Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli perché, almeno la Rai, garantisca la continuità del servizio pubblico. Non è possibile, ad esempio, con tutti i giornalisti che lavorano in azienda, che l’attualità, una volta chiusi Ballarò, Porta a Porta ed Anno Zero, vada in soffitta fino a settembre.
 

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