20 Maggio 2010

Replay per Roma

Termina con l’ evergreen padano Roma ladrona del senatore leghista e consigliere del Coni Giuseppe Leoni, la corsa di Venezia ai Giochi olimpici del 2020. Il consiglio nazionale del massimo organismo sportivo italiano ha decretato la candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi e Paraolimpiadi in programma tra dieci anni. Sessantotto i voti favorevoli, un astenuto e un solo contrario: lo stesso Leoni, lumbard amico di Bossi dai tempi del "pratone" di Pontida. «Ora ci hanno rubato anche le Olimpiadi» è stato il suo commento post esibizione, dimenticando che il capoluogo veneto era stato escluso dalla competizione già nel precedente voto di Giunta. Comincia il nuovo sogno a cinque cerchi della capitale. La sua ultima candidatura risale al 2004, epoca sindaco Rutelli, sconfitta da Atene. Il suo progetto – specie su infrastrutture di trasporto, sistema aeroportuale e programma alloggi per atleti e media durante la rassegna – ha ottenuto dal Coni una valutazione elevata (9,2, con dossier da 32,3 punti su 35, criteri imposti dal Cio), mentre Venezia non ha raggiunto la soglia di punteggio minima (21) per essere ammessa alla votazione del Consiglio nazionale. Fattore decisivo per il successo romano è stato il 70% (33 su 42) degli impianti già pronti e «facilmente raggiungibili» – secondo la relazione del Coni – attraverso la rete viaria e ferroviaria. E poi, il fascino del Colosseo, del fondale dei Fori Imperiali, testimone nel 1960 della maratona a piedi nudi dell’ etiope Abebe Bikila, per un budget operativo da 1,9 miliardi di euro (tredici il costo totale). Apprezzata dal Coni, a differenza di Venezia, anche la disponibilità garantita da Roma per le sedi degli allenamenti, oltre a un villaggio olimpico in grado di ospitare cinque mila persone. E poi la grandeur d’ Alemanno, pronto a puntare su megaeventi, Formula 1 e appalti sportivi. Anche se, a onor del vero, il primo sostenitore è stato Walter Veltroni, l’ ex sindaco, gran nostalgico di anni ‘ 60 e dintorni, che infatti ieri ha così commentato «Roma è una candidatura forte, prestigiosa, con buone possibilità di arrivare al traguardo. Ritengo che la decisione del Coni di sceglierla quale candidata italiana per i Giochi Olimpici del 2020 sia stata giusta. Per la sua storia, la sua tradizione e la sua ricca gamma di impianti sportivi Roma rappresenta una delle città più indicate non solo in Italia ma anche nel mondo per ospitare al meglio l’ evento sportivo più prestigioso del pianeta. Roma potrà giocarsi le sue carte per la vittoria finale nel 2013 solo se avrà dietro di sè’ il sostegno sincero, compatto e convinto di tutto il Paese. Il mondo istituzionale, politico e sociale dovrà dunque muoversi con determinazione e unità d’ intenti». Tutto allineato e coperto il resto del Pd, come dimostrano le dichiarazioni di Anna Paola Concia, responsabile sport «La candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020 è una grandissima occasione per tutto il Paese, e sbaglia chi si è subito richiuso in recriminazioni campanilistiche. L’ Italia ha ora davanti a sé un triennio di duro lavoro, e solo impegnandoci tutti insieme potremo tornare, dopo 60 anni, ad ospitare i Giochi Olimpici». Il successo ottenuto da Roma nella corsa ai Giochi del 2020 ha movimentato il pomeriggio di dirigenti sportivi e politici. Franco Carraro, membro del Cio, ringraziava le due concorrenti «per la passione e la dedizione allo sport», ribadendo che «fondere le due candidature sarebbe stato contrario a carta e spirito olimpico». Il presidente del Coni Gianni Petrucci esalta Roma «candidatura forte e credibile, ora attesa da una sfida difficile ma non impossibile». Low profile dai vertici di Regione, Provincia e Comune, con il sindaco Alemanno che candidava Venezia per l’ America’ s Cup «come destinazione per i giochi acquatici, che non si possono scorporare dalla sede olimpica». Raccomandata con immediata ricevuta di ritorno per il ministro delle Riforme Umberto Bossi, che spingeva per una mediazione sullo spostamento delle gare in acqua in Laguna tra il sindaco capitolino e il governatore del Veneto Zaia. La bocciatura di Venezia è un duro colpo per il Carroccio. Politico ed economico, soprattutto d’ immagine. I Giochi 2020 avrebbero potuto essere uno dei premi da incassare per il trionfo al Nord alle recenti Regionali. Lo stesso Bossi due giorni fa si diceva sicuro «di convincere Berlusconi». Roma è così la prima candidata ufficiale alle Olimpiadi del 2020. Correrà da favorita. E’ una meta classica che attrae visitatori e sponsor, low budget e poco pericolosa. Questo, nonostante il ricorso del Codacons al Tar del Lazio contro la delibera del Comune che ha dato il via libera alla candidatura della capitale, «non in grado di ospitare le Olimpiadi se prima non si risolveranno i problemi della città». Le avversarie in vista dell’ assegnazione finale, al momento giocano a nascondino. Tokyo, chissà Istanbul, forse ci proverà Putin con Mosca. Tra un anno la Commissione di valutazione del Comitato olimpico internazionale compierà il primo giro di orizzonti, assegnando le etichette di città candidate. Nel 2013 la scelta definitiva del Cio, a Buenos Aires

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