18 Dicembre 2015

Renzi schiera in campo Cantone

Renzi schiera in campo Cantone
«gli arbitrati verranno affidati all’ authority anticorruzione»

ROMA – Guai in vista per gli ex vertici di Banca Etruria, compreso il padre del ministro Maria Elena Boschi, Pierluigi. Oltre alle inchieste della magistratura ora è anche la Banca d’ Italia ad intervenire, al termine delle sue indagini ispettive, profilando sanzioni per l’ ex presidente dell’ istituto, Lorenzo Rosi, per l’ ex vicepresidente, Boschi appunto, e per i consiglieri che hanno svolto l’ intero mandato prima dell’ arrivo del commissario. L’ ultimo sviluppo sul dissesto della banca toscana altro non èche il risultato delle verifiche che poi hanno portato al commissaria mento dell’ 11 febbraio scorso. Secondo Palazzo Koch oltre alla violazione delle norme sul conflitto d’ interesse, i punti critici riguarderebbero anche la gestione dei crediti “difficili” del gruppo, sofferenze che ammontano ad un importo di circa 2 miliardi sui 3 totali di buco nel bilancio. Al centro delle contestazioni di Bankitalia la liquidazione di 900mila euro concessa nel 2014 all’ ex dg Luca Bronchi, che ha lasciato l’ istituto nel luglio del 2014 dopo sei anni, e che gli ispettori ritengono irregolare. Poi ci sono i premi concessi al personale dell’ istituto, per un importo di circa 2 milioni di euro. Entrando ancor più nei dettagli delle contestazioni fatte da Bankitalia al Cda, sotto la lente degli ispettori ci sono 198 posizioni di fidi e crediti concessi a 13 amministratori e 5 sindaci per un totale di FIRENZE – Non solo quelli delle associazioni dei consumatori, ma sono centinaia gli esposti che in procura a Arezzo si attendono, presentati da singoli obbligazionisti, nei confronti del management di Banca Etruria. Per oggi, dopo quelli di Adusbef, Feder consumatori e Codacons che sono sul tavolo del procuratore Roberto Rossi, erano attesi altri esposti di associazioni. E il procuratore sta pensando ad un pool per gestire l’ insieme di esposti che dovrebbero ancora arrivare. Tutti insieme potrebbero confluire nella quarta inchiesta della procura aretina su Banca Etruria dopo quelle su fatture false, ostacolo alla vigilanza e conflitto di interessi: l’ inchiesta per truffa, la cui apertura formale a questo punto sarebbe solo questione di tempo. Anzi, poco tempo. Secondo quanto appreso Rossi vorrebbe procedere alla svelta, 185 milioni di euro, di cui 142 milioni utilizzati al 30 settembre del 2014. Di queste posizioni, una per 9,8 milioni è stata ristrutturata, mentre tre posizioni per 40,8 milioni sono finite a incaglio e 41 milioni a sofferenza, per una perdita totale per la banca di 18,2 milioni di euro. Le posizioni più delicate sono quelle di Rosi e di Luciano Natalo ni, consigliere indipendente del c da, entrambi indagati dalla procu ra di Arezzo per il reato di omessa comunicazione del conflitto d’ interessi. Intanto, sul fronte giudiziario, la procura aretina continua a lavorare sui documenti sequestrati nella sede di Banca Etruria, abreve inizieranno le verifiche sull’ emissione delle obbligazioni subordinate, quelle che hanno ingoiato i risparmi di oltre 10mila investitori. Mentre il Csm ha aperto una pratica sul procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, per via del suo incarico nel governo. Da Bruxelles invece, il premier Matteo Renzi ha annunciato ieri chi avrà il compito di gestire gli arbitrati per gli obbligazionisti secondari colpiti dal crac delle quattro banche (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti). E non si tratterà della Consob (nel mirino dei consumatori perché ritenuta a conoscenza delle criticità delle banche) bensì del presidente dell’ Autorità anti corruzione, Raffaele Cantone. «Nelle prossime ore faremo il possibile perché chi è stato truffato, ma chi è stato truffato davvero, possa riavere i soldi e faremo degli arbitrati. Da parte mia c’ è l’ intenzione di fare la massima trasparenza e chiarezza, ci sarà il massimo rigore», ha ribadito ancora una volta Renzi. E sottolineando che la soluzione dell’ arbitrato è «una buona idea» anche secondo la Commissione europea, ha aggiunto che la scelta del governo per «dare un segnale di trasparenza» è ricaduta, appunto, su Cantone. «Ho appreso con piacere che il presidente del consiglio ha individuato nell’ Anac l’ organo per gestire gli arbitrati» ha detto il capo dell’ Anac spiegando che ad «occuparsene potrebbe essere la Camera arbitrale, un organismo interno all’ Autorità, ma autonomo e indipendente, formato da giuristi ed esperti di altissima professionalità, a cominciare da chi lo presiede, il professor Ferruccio Auletta». Poco entusiasta della scelta il Movimento 5 stelle. «Ormai Renzi usa Cantone per tutto, anche per dirigere il traffico» ha ironizzato Luigi Di Maio. Sulla stessa linea la deputata di Forza Italia, Sandra Savino, che parla di Cantone come della «foglia di fico dell’ esecutivo Renzi». Non è da meno Sinistra italiana che oggi voterà anche a favore della mozione di sfiducia sul ministro Boschi. legati al fatto che Rossi – che come procuratore si occupa del coordinamento delle inchieste del suo ufficio – svolge un incarico di consulenza per il governo. Incarico che peraltro sarebbe autorizzato dallo stesso Csm. Ma alcune fonti vicine agli inquirenti prospettano anche la possibilità che l’ apertura del fascicolo al C sm possa rappresentare un involontario deterrente alla presentazione di esposti: gli eventuali danneggiati potrebbero cioè non essere spinti a ricorrere alla procura fino a quando la vicenda non sarà chiarita. Rossi, tra l’ altro, ha tenuto per il suo ufficio, anche per le altre inchieste su Banca Etruria, i fascicoli in cui si profilano ipotesi di reato che attengono la sua competenza mentre è destinata a Roma la documentazione che può invece riguardare aspetti relativi alla vigilanza.

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