Renzi: «Roma 2024 è una vicenda chiusa»
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- Avvenire
Malagò e Raggi, baciamano e gelo Il nr. 1 Coni: il piano B non si farà Il Comune prepara la lettera al Cio Il gelo continua anche all’ indomani del mancato incontro in Campidoglio e del ‘no’ ufficiale (e netto) della sindaca ai Giochi del 2024. Giovanni Malagò e Virginia Raggi sono costretti a incontrarsi. Per una curiosa circostanza del calendario, alla sala delle Armi del Foro Italico c’ è la presentazione del logo ufficiale degli Europei di calcio itineranti in programma tra 4 anni, con alcune gare che si disputeranno – ironia della sorte – proprio allo stadio Olimpico. Il presidente del Coni e la sindaca s’ incrociano, ma si guardano a malapena. Il numero uno dello sport italiano offre alla prima cittadina della Capitale un elegante baciamano. I due, però, non si scambiano neppure una parola. Troppo caldo e brusco, del resto, il gran rifiuto dell’ eletta grillina alla candidatura olimpica. E anche le foto circola- te con Raggi impegnata in un pranzo in trattoria mentre la delegazione del Comitato olimpico l’ attendeva in Comune non favoriscono la riappacificazione. Malagò, prima e dopo l’ evento Uefa, esterna tutto il suo disappunto per la decisione del Movimento 5 Stelle: «È un’ amarezza infinita. Raggi è una persona che non ha avuto fiducia». L’ intenzione, comunque, sembra essere quella di evitare forzature per aggirare lo stop pentastellato: «Teoricamente ci sarebbero diversi piani B per proseguire ma io dal primo giorno ho sempre sostenuto che questa non è una strada giusta – spiega Malagò -. Non sarebbe corretto né elegante e credo che perdemmo quella credibilità ottenuta in questi tre anni in cui abbiamo sostenuto la candidatura in ogni angolo del mondo». Una decisione concordata con Palazzo Chigi nel corso dell’ incontro di oltre un’ ora con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti. La conferma di una sintonia tra Coni e governo si evince dalle parole pronunciate da Renzi in serata. «Roma 2024 capitolo chiuso? Credo proprio di sì – risponde il premier sollecitato sul punto -. Dipenderà dalla decisione formale del Consiglio comunale, ma se la sindaca dice di no immagina di avere la maggioranza con lei…». Il capo del governo sottolinea come l’ esecutivo non abbia intenzione di fare le Olimpiadi «contro l’ amministrazione che deve ospitarle». Certo, non si risparmiano alcune critiche per il comportamento di Raggi: «Aveva detto che si doveva fare un referendum… È impressionante comunque l’ idea che non si facciano le cose perché c’ è il rischio che si rubi. I grillini avevano otto anni per dimostrare che si possono fare le grandi opere evitando i furti. Detto ciò, rispetto la decisione, in bocca al lupo e andiamo avanti». Che i ‘Giochi’ non siano però del tutto chiusi a livello di spese già sostenute ed eventuali risarcimenti lo lascia intendere Malagò. Di Battista lo taccia di «essere un coatto che minaccia» a proposito dell’ ipotesi del danno erariale. Lui rispedisce le accuse al mittente e annuncia: «Ma noi non faremo causa, semmai gireremo sul Comune eventuali azioni della Corte dei Conti…». Intanto il Codacons è pronto a rivolgersi al Tar contro il veto dei Cinque Stelle, Budapest (altra città in corsa per ospitare le Olimpiadi) parla di «maleducazione politica» della sindaca e l’ ex-numero uno del Coni Mario Pescante racconta la reazione di Bach, presidente del Cio: «Quasi mi faceva le condoglianze». Nel frattempo in Campidoglio si lavora alle tappe per formalizzare il passo indietro di Roma. La prossima settimana, con ogni probabilità martedì, verrà presentata e votata in Aula la mozione che chiede a Raggi e alla sua giunta di «ritirare la candidatura della città». A stretto giro la sindaca scriverà una lettera al Cio per ufficializzare il no. Quanto alla ‘grana’ all’ orizzonte, ovvero alla possibilità che dal Coni arrivi una causa al Comune (a fronte dei soldi spesi fino ad ora per sostenere la candidatura e del supporto dato dall’ amministrazione a guida Ignazio Marino) dallo staff della sindaca ostentano sicurezza e promettono battaglia: «Se verremo citati per danno erariale reagiremo ». Al di là dei problemi burocratici da affrontare, adesso per Raggi la priorità era incassare il massimo sostegno del Movimento dopo i veleni e le lotte intestine delle ultime settimane. Ma l’ operazione ‘ricompattamento momentaneo’ in vista della festa nazionale del M5S che si tiene questo weekend a Palermo pare riuscita solo in parte. Se da un lato infatti c’ è Grillo che chiama la sindaca per complimentarsi e le riserva un posto sul palco alla kermesse siciliana come ‘premio di fedeltà’ alla linea, dall’ altro lato ci sono gli altri big del Movimento – dal direttorio al fronte dei fedelissimi – ancora piuttosto risentiti per i tanti passi falsi di Raggi sulle nomine in giunta e, soprattutto, per la sua riluttanza ad ascoltare consigli. RIPRODUZIONE RISERVATA
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