16 Settembre 2014

Renzi, missione scuola «Il sistema cambierà»

Renzi, missione scuola «Il sistema cambierà»

Missione speciale, ieri, per i ministri del governo Renzi. Tutti mobilitati per l’ avvio del nuovo anno scolastico: tra i banchi, assieme agli studenti e agli insegnanti, lungo tutto lo Stivale, per dimostrare, non soltanto a chiacchiere, che l’ istruzione è una priorità e per invitare a partecipare alla consultazione sulle Linee guida varate dal governo (sul sito labuonascuola.gov.it) con il dichiarato intento di far «crescere il Paese». Di buon’ ora sono partiti i ministri e pure qualche contestazione: all’ alba la Rete degli studenti ha fatto un blitz davanti al ministero dell’ Istruzione, a Roma, per appendere uno striscione con la scritta «La scuola siamo noi!». «Nel piano scuola non abbiamo visto nessun cenno – è la loro denuncia – a molti temi fondamentali per una vera rivoluzione: riforma dei cicli, legge nazionale per il diritto allo studio, orientamento in entrata e in uscita». Le proteste di un centinaio di edili e professori precari hanno accolto anche il presidente del Consiglio che ha scelto una zona «calda per il d-day della scuola, l’ Istituto don Pino Puglisi a Palermo, nel quartiere Brancaccio. Il premier che ha poi spiegato come sia un obbligo assumere 149.000 persone nella scuola: «Li portiamo dentro non per farli contenti ma perché siamo in condizione di valorizzare il merito e chi fa bene il proprio dovere non ha nulla da temere. Con la prossima Legge di stabilità cambieremo il sistema di funzionamento della scuola». Interventi che non sembrano essere sufficienti a convincere i sindacati ai quali non è affatto piaciuto che il ministro della Scuola Stefania Giannini abbia detto di non ritenerli più interlocutori privilegiati. «Ci auguriamo che le pretese di autosufficienza che si colgono in certe dichiarazioni non nascondano il tentativo di mascherare il pressapochismo che qua e là si coglie nel documento del governo su questioni che meritano ben altra profondità di riflessione e di discussione» ha commentato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima. Il segretario nazionale dell’ Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, ha invece puntualizzato: «Non ci interessa essere interlocutori privilegiati quello che vogliamo è continuare a essere interlocutori e attendiamo il governo alla prova dei fatti». Fatti concreti reclama pure il Codacons: «Tante belle parole oggi in occasione della riapertura delle scuole», ma le famiglie «con l’ inizio dell’ anno scolastico stanno affrontando una vera e propria stangata, con una spesa media tra corredo e libri pari a 840 euro a studente». Chissà se basterà a fugare i timori la rassicurazione arrivata dal ministro Giannini: quello presentato dal governo «non è un libro dei sogni, ma i sogni sono la base della concretezza». •
tiziana caroselli

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