Rendita, superficie, produttività: il balzello legato alla zona
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
• Cos’ è il “tributo 630”? Perché e quanto si paga? E a cosa serve? Lo abbiamo chiesto all’ avvocato Giorgio Frigoli, che sta predisponendo i ricorsi degli agricoltori contro i Consorzi per conto del Codacons. «Ogni Consorzio deve occuparsi deve occuparsi della manutenzione del territorio e, per questo, sostiene delle spese» spiega Frigoli. «Ogni Consorzio, ancora, predispone un documento, denominato “Piano di classifica”, all’ interno del quale si determinano i criteri di riparto del contributo consortile fra tutti i consorziati». Con quel contributo si sostengono le opere di manutenzione idraulica e tutela del territorio ricompreso all’ interno di ciascun Consorzio di bonifica. I criteri di riparto del contributo sono sostanzialmente due: l’ indice tecnico idraulico, che è legato alle caratteristiche del terreno, e l’ indice economico, che altro non è che il valore del terreno o dell’ immobile che vi ricade. «Per calcolare il valore del terreno spiega Frigoli – si prende in considerazione il reddito dominicale, per calcolare invece il valore dei vari fabbricati si considera la rendita catastale». Il tributo dovuto al Consorzio si ottiene «incrociando il valore economico del terreno o dell’ immobile con l’ indice tecnico idraulico e moltiplicando poi il dato ottenuto per la superficie del terreno esaminato». Il “tributo 630” si paga annualmente. «Quest’ anno – conclude il legale – sono arrivate le ingiunzioni di pagamento per coloro che non hanno versato il tributo dovuto per il 2014. Parliamo di migliaia e migliaia di agricoltori», che contestano la richiesta consortile perché – sostengono – i lavori annunciati non sono mai stati effettuati. La parola, adesso, passa ai giudici tributari.
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