20 Gennaio 2016

Renault “richiama” 15mila auto

Renault “richiama” 15mila auto

bisognerà verificare il sistema di filtraggio. in italia associazioni dei consumatori pronti per la class action
PARIGI Non 700 mila auto come ha scritto martedì mattina il quotidiano online francese Les Echos. Ma un numero assai inferiore. La Renault richiamerà 15mila auto, prima di immetterle sul mercato, per regolare il motore. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’ Ambiente Segolene Royal, dopo l’ audizione della casa automobilistica davanti alla commissione tecnica per la vicenda dello scandalo emissioni. La Royal, ai microfoni di Rtl, ha spiegato: «La Renault si è impegnata a richiamare un certo numero di veicoli, 15mila auto, per verificarli e regolarli correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni» a tutte le condizioni di temperatura. La Royal ha poi specificato che Renault non è l’ unica a d aver infranto le regole, senza però specificare quali altri gruppi siano coinvolti: «I controlli – ha detto – dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi, perché in quelle condizioni l’ impianto di filtraggio degli scarichi non la vora più». Il chief competitive officer di Renault, Thierry Bolloré, ha poi spiegato che la casa automobilistica potrebbe richiamare fino a circa 700 mila auto per il mancato rispetto dei limiti alle emissioni inquinanti dei motori, in particolare per i livelli di ossido di azoto. In serata, però, la filiale italiana di Renault ha smentito: «Renault smentisce categoricamente la notizia di un possibile richiamo fino a 700.000 veicoli». Per ora la certezza è soltanto una: le misure definitive saranno annunciate a marzo. In un briefing presso la sede Reanult di Parigi, Bolloré ha spiegato ai giornalisti che le modifiche ai motori, che saranno svolte aggiornando un software, saranno disponibili per le ultime generazioni di motori Euro6 diesel. I controlli per le eventuali messe a norma dovrebbero partire a luglio. Bolloré ha ammesso che la casa francese, di cui lo Stato detiene una quota, deve risolvere qualche problema in materia di emissioni. «Siamo d’ accordo che la nostra posizione non è soddisfacen te», ha detto con un eufemismo il manager, ma «siamo i primi ad ammettere che abbiamo margini di miglioramento». Separatamente Renault ha confermato quanto annunciato dalla ministra dell’ Ecologia francese, Sego lene Royal, che aveva annunciato un richiamo per oltre 15 mila auto del gruppo per la questione delle emissioni. Un problema al processore del motore del mini-Suv Captur porta le emissioni di ossidi di azoto a salire. Il veicolo viene assemblato nella fabbrica spagnola di Valladolid. Class action in Italia In Italia le associazioni dei consumatori affilano le armi. «Se emergeranno responsabilità da parte della Renault e il coinvolgimento di autovetture circolanti nel nostro Paese, daremo vita ad una nuova class action, analoga a quella presentata a Venezia per il dieselgate Volkswagen, chiedendo un equo risarcimento danni in favore degli automobilisti italiani», avverte il Codacons. Il ministro francese Il governo francese aveva chiesto che fosse fatta chiarezza sullo scandalo che a settembre ha travolto Volkswagen dopo che l’ ad della casa di Wolfsburg, Martin Winterkorn, aveva ammesso l’ uso dei software per aggirare le leggi antismog negli Usa. L’ azienda è al centro di un’ in dagine penale negli Usa per lo violazione delle norme anti smog. Ma il ministro francese delle Finanze Michel Sapin aveva rincarato: «Serve un’ inchiesta europea. Bisogna controllare tutti i costruttori compresi quelli francesi per rassicurare i cittadini».

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